come ragionava Leonardo?

eh si, questa è una bella questione!

sappiamo molto di leonardo, delle sue opere, dei suoi disegni e dei suoi manoscritti. Conosciamo persino i suoi percorsi, i suoi viaggi,ma ci sono alcune cose che ci sono del tutto sconosciute, come per esempio il suo ragionamento.

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come ragionava leonardo? questa domanda è al centro di molti ipotesi, studi e analisi sulla sua mente creativa, al fine di cogliere gli aspetti più nascosti del suo modello di osservazione delle cose, della sua progettualità complessa ed affascinante. per certo Leonardo era attento al particolare sistemico, cioè non solo attento al modo di fare qualcosa, per esempio una bozza, piuttosto che scegliere e mescolare colori o scegliere gli strumenti che gli servivano per una scultura, ma era attento anche al modo di osservare prima di procedere: innanzi tutto aveva il senso delle proporzioni, riusciva cosi a pensare le cose in terza dimensione ( base, altezza, profondità), cercando di immaginarla anche nei più piccoli dettagli.

Leonardo Da Vinci detiene indubbiamente il record per essere famoso in una moltitudine di professioni: come pittore, scultore, musicista, scrittore, scienziato, matematico, ingegnere, inventore, anatomista, architetto ed infine come botanico, insomma nessuno può negare che Da Vinci rimane il più prolifico erudito mai apparso su questo pianeta.
Non proveniva da una stirpe di sangue nobile, la sua famiglia non era ricca, ed egli non era un propretario terriero, e questi , al suo tempo erano requisiti indispensabili per diventare un uomo importante. Invece era un figlio illegittimo. Da Vinci non fu solo un grande pensatore, ma è una fonte di ispirazione e un esempio per tutti coloro che sperano di scrollarsi di dosso le catene che la società ci mette, dicendoci cosa possiamo o non possiamo fare.

La maggior parte di noi ha problemi nell’organizzare i nostri pensieri quando abbiamo da conciliare anche solo due aspetti diversi delle nostre vite, ma Da Vinci riusciva ad organizzare le sue intuizioni e i suoi spunti in uno stupefacente ambito di diverse attività, che portarono dalle grandi scoperte in varie scienze durante tutto il corso della sua vita.
Non sorprende, perciò, che abbia lasciato oltre 13000 pagine scritte di appunti (che sono solo quelle che sono giunte fino a noi), con con osservazioni scritte e disegni del corpo umano, del feto, e anche, incredibilmente, di esempi di tecnologia del ventesimo secolo come il carro armato militare, l’elicottero, l’energia solare, e la calcolatrice.
Direi che di sicuro c’è da imparare qualcosa da questo “ragazzo”, non foss’altro che il modo come riusciva a ricordare e a organizzare i suoi pensieri nei suoi famosi taccuini. Andiamo a vedere come prendeva appunti, e come puoi a imparare a prendere appunti come Leonardo Da Vinci.

Gli appunti di Da Vinci erano spesso scritti in corsivo con la mano sinistra e al contrario, cioè in maniera speculare rispetto alla norma. Qualcuno suppone che abbia escogitato questo sistema per mantenerne il segreto, ma l’ipotesi più accreditata e popolare è che fosse più semplice per lui scrivere da destra a sinistra e al contrario perchè era mancino.
Se il modo di scrivere che per te è più comodo è vietato da qualcuno che ti osserva o che ti giudica ( che potresti essere anche tu stesso) , non dargli ascolto, e scrivi nel modo che preferisci. Non puoi arrivare ad una situazione di vera ispirazione se stai scomodo.

Creatività e struttura

Fin da quando siamo molto piccoli ci è stato insegnato che abbiamo bisogno di strutturare i nostri pensieri e ciò che scriviamo in una certa maniera: ad esempio un tema deve avere un’introduzione, uno svolgimento e una conclusione, quando facciamo un elenco lo numeriamo o lo evidenziamo con dei simboli, le lettere devono essere scritte secondo determinati canoni, ma in realtà queste sono regole che possono essere buttate alle ortiche in ogni momento. Gli appunti di Da Vinci mostrano spesso parole fuori dai margini: è chiaramente un modo di fissare un flusso di coscienza in maniera non organizzata. Scriveva come pensava, e non cercava di seguire uno schema predeterminato ma preferiva che le sue idee si riversassero sulla carta così come arrivavano.
La creatività non arriva dalla struttura, perciò non sentirti costretto ad organizzare i tuoi appunti, perchè il modo migliore di scrivere è quello che ti permette di catturare la spontaneità delle tue intuizioni.

Visualizza i tuoi concetti

Se leggi gli appunti di 10 tuoi amici, noterai che 9 tra loro non contengono altro che parole ed elenchi, e, sebbene sia un metodo molto efficace per cercare di fissare al meglio le informazioni, certamente è ancora più efficace il metodo che alterna informazioni scritta a diagrammi e semplici illustrazioni, o addirittura disegni complessi, se sei capace di farli.
Visualizzare i concetti nei tuoi appunti non solo ti fornisce di un altro mezzo per ricordare successivamente, ma è il miglior modo per poter sviluppare le tue idee in maniera non lineare. Scrivere per sua natura è un metodo lineare di prendere informazioni, le immagini invece non possono sempre fotografare i dettagli di ogni situazione, perciò se scriviamo soltanto rischiamo di perdere delle idee mentre ne fissiamo altre, se disegniamo solo rischiamo di non essere abbastanza precisi, ma se abbiniamo il testo all’immagine, riusciamo a potenziare le nostre idee coniugando un metodo lineare di prendere informazioni, con uno non lineare.

Esplicita ciò che è implicito

Quando si prendono appunti, viene la tentazione di provare a far entrare un intero discorso in un unico concetto semplice da far entrare in testa; questo sistema funziona bene in alcuni casi, come ad esempio quando si ripassano concetti già assimilati, ma quando prendete appunti pre sviluppare delle vostre ideee o intuizioni, questo metodo ha la capacità di distruggere le vostre nuove piccole idee prima che abbiano la possibilità di crescere e di svilupparsi.

Invece di cercare freneticamente di ricordare ogni piccolo dettaglio, rilassatevi e cominciate ad esaminare la sostanza, la base della vostra idea, il suo minimo comune denominatore. Quindi costruite strato dopo strato la struttura della vostra idea, fino a che l’avrete delineata fino in fondo, e avrete trovato il modo per costruire altre idee correlate ad essa.
Non cercate di partire in maniera complicata. Cominciate in maniera semplice, dal nucleo dell’idea, per espandervi verso l’esterno.

Non vi fermate finchè non avrete scritto tutto il foglio

Da Vinci usava scrivere anche il più piccolo angolino di carta nei suoi quaderni. Infatti è facile ritrovarsi a dire “Bene, ho scritto quello che mi serviva, sono a posto”, e chiudere il quaderno. Ma se vi costringete a riempire l’intera pagina, troverete nuove idee che scaturiscono dalla vostra mente e che non sapevate nemmeno di avere.
Prendere appunti non è utile solo per fissare le idee, ma dovrebbe darti anche la possibilità di scandagliarle, esaminarle, ripensarle, e svilupparle oltre un limite impossibile da raggiungere con un altro mezzo. Se fai tuo questo sistema di prendere appunti, potrebbe richiederti a volte più tempo per fissare le tue idee sulla carta, ma realizzerai che la tua mente in questo modo riuscira a sviluppare i suoi pensieri più profonda, e non ti farà fermare fino a che non avrai tirato fuori anche ogni minima intuizione presente all’inizio della pagina.

Gestisci lo spazio in modo efficiente e progressivo

Da Vinci possedeva idee in abbondanza, così non ci meraviglia che sia riuscito a riempire pagine e pagine di fantastiche invenzioni, illustrazioni, ed osservazioni. Ma in qualche modo, lui riusciva anche a gestire i vari argomenti in una struttura abbastanza organizzata.
Se prendete appunti su un argomento e un’altra idea vi si affaccia alla mente, assicuratevi di fissare il nocciolo dell’idea per svilupparla più tardi, ma lasciatevi abbastanza spazio per poter completare quello che stavate facendo al momento nel modo più dettagliato. Non dovete ritrovarvi con appunti sullo stesso argomento in due parti diverse del vostro quaderno.
Da Vinci qualche volta usava un sistema simile a quello odierno di Cornell. Nel metodo Cornell bisogna dividere il foglio in due colonne, una più larga per il testo, ed un’altra più sottile a sinistra. Le potete usare in due modi: Il metodo tradizionale dice che dovreste aggiungere parole chiave, in modo tale da poter scorrere la pagina e ritrovare facilmente quello che cercate, ed è un’idea fantastica, ma potete anche usare la colonna di sinistra come uno spazio extra per sviluppare concetti mentre rileggete i vostri appunti.

l’uso del tratto

il tratto, cioè il modo che ognuno di noi ha con il modo di scrivere, in Leonardo è curioso. Se osserviamo gli appunti, le tavole, i preparativi, notiamo una continua sovrascrittura che identifica i confini delle immagini, immagini che non vengono “armoniosamente” modellate all’estetica, piuttosto si soffermava su parte della figura, quella che riteneva essere più incisiva e comunicativa e lasciava ad essa il tempo di maturazione. Come nei preparativi della gioconda, si nota una parte della figura semplicemente abbozzata e , magari una attento spessore del carboncino ho della penna su un piccolo dettaglio: questo è il dettaglio dal quale Leonardo partiva per dare vita ad una figura. 

i tempi di gestione della scrittura e delle opere

Come molti artisti, anche Leonardo si prendeva tempi lunghi per ultimare un opera ( famosa è il cenacolo). Perchè? può sembrare normale, in realtà ogni sua opera subiva influenze di luogo ( ambientali) che ne caratterizzavano l’opera stessa. Si narra che la Gioconda sia stata fatta in poco più di tre anni, altri affermano che per portarla a compimento abbia messo non meno di 15 anni: dove stà la verità? per certo posso dire che Leonardo progettava molto ma produceva poco. molti progetti infatti erano alla loro conclusione estremamente diversi dall’idea originale, cambiati nelle dimensioni, nei contenuti, nei particolari e addirittura nei colori. Era quindi molto attendista e contemplativo, non amava far vedere i suoi preparativi e spesso nascondeva i suoi progetti, quelli che amava di più, addirittura alla vista dei suoi ragazzi di bottega

 

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