Leggi estratti dal libro

Ci sembra giusto e doveroso darti una panoramica generale dei capitoli con piccoli estratti, offrendoti cosi una visione d’insieme che potrebbe aiutarti a valutare lo stile narrativo e la costruzione. 

Quando si decide di leggere un libro, è importante contestualizzarlo, mettersi davvero nella condizione del tempo e del luogo nel quale le dinamiche letterarie si sviluppano.

 Anno Domini 1452

Ricorda che siamo nel 1452 e in questo momento nella nostra penisola, si parla sia il latino, soprattutto in ambito scientifico, e l’italiano volgare. In particolare è molto diffuso a Firenze, soprattutto nella maggioranza della popolazione, una declinazione del linguaggio parlato, chiamato “greve Fiorentino”, leggermente storpiato dall’italiano volgare. 

In questo momento nel Nord-Ovest della penisola Italianana vi sono diversi marchesati e tra i più potenti quelli del Monferrato, del Saluzzo e della Repubblica di Genova mentre a est il Principato vescovile di Trento.
Nel centro nord è presente il grande Marchesato di Mantova, poi i Ducati di Modena e Ferrara e, scendendo, si incontrano le repubbliche di Firenze e Lucca fino ai confini dello Stato pontificio.
Ad Est delle terre pontificie è fiorente il ducato di Urbino e di Camerino nonché le signorie di Perugia con la Famiglia dei Baglioni, per poi arrivare  ai ducati e casati minori come quelli di Senigallia, Pesaro, Foligno, Rimini, Bologna, Faenza, Imola, Forlì, Cesena e la Repubblica di San Marino.
Al di sotto del regno Pontificio, verso sud, si trova il grande ed esteso regno di Napoli, a Sud-Ovest è presente la corona di Aragona che comprende le due isole maggiori: la Sicilia e la Sardegna.

Si vive senza energia elettrica, non vi è il riscaldamento dei thermos, non vi sono tv ne cellulari, ma solo carrozze, cavalli e vi sono continui rigurgiti popolari. Le case hanno le fogne a cielo aperto e i bagni pubblici, dette “stufe”, sono riservati solo per chi ha moneta sonante. Le persone hanno l’abitudine di portarsi coltelli nascosti nelle vesti e capita quotidianamente che vi siano risse e uccisioni anche per banali motivi, come l’aver guardato fisso negli occhi troppo insistentemente qualcuno. E’ un periodo nel quale ci si trova alla fine del tardo medioevo e dell’inizio del rinascimento, dove il desiderio di spiritualità pian piano viene a scontrarsi con il necessario bisogno di certezze della ragione. 

Ricorda che l’autore si trova nel 2018 a Parigi, e mentre lascia il museo dell’Louvre dopo aver visto alcune opere, fa una casuale conoscenza con un Frate francescano, un certo Louise Courdeux presso la chiesa di église Saint-Germain-l’Auxerrois. E’ proprio lui a condurlo presso la canonica, fino alla sala dell’arco dalle vecchia biblioteca dove gli mostrerà un testo: da quel momento ha inizio un percorso a ritroso nel tempo, sino appunto al 1452, dove l’autore, seguendo alcune precise indicazioni, ha modo di incontrare Lionardo di Anchiano. Da qui ha inizio il grande viaggio nella storia di Lionardo.

Sei pronta/o dunque per la lettura?

Abbiamo indicato tutti i capitoli che trovi nel libro, per ogni capitolo un piccolo estratto. A cosa serve? ha capire lo stile di scrittura dell’autore e la narrazione.

Buona lettura, e se vorrai, e potrai commentare in fondo alla pagina: te ne saremmo davvero grati.

Lo staff

festa-rinascimento


Estratto dall’introduzione

…Un Leonardo inventore di giochi, scultore, gastronomo, ingegnere, botanico, architetto, organizzatore di eventi, matematico, astronomo, chef, musicista, e molto altro ancora.

Ha amato la natura e ne ha fatto scopo di vita, diventando un osservatore scrupoloso del dettaglio, delle forme e delle geometrie delle piante, dei fiori e dei tronchi d’albero; disegnava tutto in modo forsennato al fine di non farsi sfuggire nemmeno un piccolo dettaglio, dettaglio sul quale ha costruito la sua mente all’osservazione comparata.

Sessant’anni di vita che volano, come il tempo di un respiro, dove ho raccolto e assorbito anche l’odore della sua pelle, dei suoi umori e ho conservato gelosamente il ricordo dei tanti viaggi su e giù per la nostra penisola, ricordi che rimangono nell’abisso del mistero del suo e del mio mondo.

Giunti a questo punto, non v’è più nulla da dire, ma solo ascoltare la voce della straordinaria intelligenza umana di un uomo che ha dato via al più grande cambiamento epocale della scienza e delle arti umane. Preparati dunque per il viaggio, il più grande viaggio che tu abbia mai fatto. Ti accompagnerò con me nel Rinascimento Italiano e ti guiderò, mano nella mano, al fine di non perderti nel suo tempo.Il tempo che fu di Leonardo da Vinci.

Alberto Meloni

DAVINCI VERITAS - Copia


Capitolo 1, L’incontro misterioso

Parigi, Museo dell’Louvre, 15 Aprile, Ore 16.57

Dopo essere sceso dalla metropolitana alla fermata di Palais Royal – Musée du Louvre , una delle 15 presenti a Parigi, acquisto il mio biglietto intero da 15 Euro e mi dirigo verso una delle tre entrate del museo, il Passage Richelieu. Mi metto ordinatamente in fila e salgo al primo piano, entrando nella “ala Denon”, dove vi sono le otto stanze dedicate al Rinascimento e qui vi si può trovare anche Raffaello e il Botticelli, ma io non sono qui per loro. In fila come migliaia di persone dentro il corridoio principale dall’Louvre, noto subito sorveglianti in divisa, austeri e discreti con le mani dietro la schiena, che osservano ogni minimo dettaglio, ogni movimento delle persone, attenti ad ogni singolo gesto improprio. Alzo lo sguardo e mi sento osservato, scrutato nell’intimo dal sistema di videosorveglianza, non troppo discreto, quasi a dire in modo palese “attento a ciò che fai”.


Capitolo 2. La prima notte

… Apro gli occhi e mi trovo al buio. 
Ma non sono dove dovrei essere nella mia stanza d’albergo e non sono nemmeno sulla panchina in Cathèdrale de la Sainte-Trinitè. Mi guardo addosso e sono vestito col mio spolverino ancora bagnato, mi trovo in piedi in campagna e tutto è al buio: è certamente notte.
Mi guardo intorno e nessuno si vede, solo rumori di uccelli notturni e un gran silenzio. 
Sono su un poggio e vedo di fronte a me delle colline e delle strade sia a destra, di fronte e sinistra, tutte chiaramente illuminate, più che strade sono carraie che dividono i campi e mi domando dove diavolo io sia!
Sono immensamente solo nel nulla! Mi guardo e vedo che sono vestito come ieri. 
La mia giacca e pantaloni blu, camicia bianca. Manca la cravatta e non ho più l’orologio, nemmeno la catenina al collo. Frugo tra le tasche..nemmeno i documenti, e il telefono? Dove cavolo è finito il mio telefono? Ricordo perfettamente tutto, quello che è successo ieri. 
Ricordo i luoghi, la passeggiata sulla senna, il bistrot, ricordo anche gli amici, alcuni numeri telefonici, quindi mi faccio persuaso che non ho problemi di memoria, qui si tratta di qualcos’altro. Ritorno indietro a frate Louise Courdeux è il suo nome e cerco di ricordarmi quello strano incontro e quelle parole…


Capitolo 3, L’infanzia con Lionardo

…Mi sveglia improvvisamente un gran baccano! 
Una bambina che rincorre un cerchio grande in legno con dei campanelli che suonano e che lo fa girare con un bastone di legno forse per renderlo rumoroso e per lei più divertente. Mi guardo intorno, mi strofino gli occhi, mi alzo con un gran mal di schiena e mi appresto a scendere i pioli insicuri della scala. 
Mi levo un po’ di polvere e paglia mentre i ragazzini si sono fermati a guardarmi: 
«Messere, cosa cercate?» mi dice la ragazzina mentre ride..
«Ciao, cercavo Leonardo»
«Leonardo?» 
Mi risponde lei guardandomi stranita.
«Si, rispondo io. Sai dirmi dove lo trovo?»
Lei mi guarda perplessa e mi risponde
«Lionardo Messere, vero?» 
«Certo», dico io, «Proprio Lionardo.»
Certo io l’ho conosciuto negli studi come Leonardo, ma in realtà il suo nome è Lionardo…


Capitolo 4, L’adolescenza

…Si sofferma spesso ad osservare il grande mulino di Vinci, vede girare le sue grandi pale, alte e grandi e con gli occhi sorpresi ne segue il loro lento e costante movimento circolare. 
Mentre il nonno parlando col mugnaio, Mastro Erìco di Gasperrini, si informa sulla mescola da utilizzar per la panificazione, Lionardo inizia a scrivere e a disegnare ciò che vede dentro il mulino; la ruota, le macine di granito che girano, gli ingranaggi in ferro e legno, le assi verticali, le pialle per lavorarle, tocca la farina nei sacchi e la odora, come quasi voglia fermare l’attimo in una esplorazione continua che lo avvolge e lo incuriosisce sempre di più… 


Capitolo 5,  Leonardo diciassettenne

…Uscendo di casa vedo subito il nonno nell’aia che mi saluta mentre è intento a strozzare due oche e, più in là, un ragazzo piuttosto alto, sarà circa 173 centimetri, che si è lasciato crescere i capelli castani, vestito molto colorato ed in modo ricercato, porta una borsa di pelle a tracolla, un cappello e sul viso vedo una barba e baffi piuttosto corti e ben curati. Ho capito che si tratta di Lionardo e se siamo nel 1469, significa che ha compiuto da poco 17 anni… 



Capitolo 6, L’angelo della discordia

…Dopo un breve colloquio tra i due, ser Piero chiama Leonardo e lo presenta al maestro Cioni. Leonardo mi appare smarrito e perso, si guarda intorno in questa grande bottega, dove vede tanti ragazzi che probabilmente sono suoi coetanei e alcuni con qualche anno in più, tutti indaffarati a riparare lampade, forgiare il ferro, dipingere e scolpire su gesso e bronzo. 
Un gran baccano tra colpi sull’incudine del ferro caldo da forgiafre, martelli che inchiodano e seghe che tagliano legni e metalli, poi anche l’odore caldo dei metalli e un forno dove si fa la colata di piombo. 
Il Verrocchio si avvicina a lui dicendogli: 
«Da questo giorno figliuolo, in codesta mia bottega, imparerai a far d’arte di forme e di mestiere e se sarai abile nel tuo segno come lo tuo babbo dice, lo tuo nome arriverà di ben presto e forte alle genti e all’omini di potere…


Capitolo 7, La cucina

….”Alle tre lumache” Leonardo riorganizza la cucina secondo lo schema dei colori: verde le insalate, gialle le patate, aglio, rosso le bietole, blu le melanzane, fagioli rossi, neri e bianchi, funghi essiccati e pesce di Arno. 
Reperisce una copia de “il Liber de coquina” proveniente da Napoli ultimato probabilmente alla fine del Duecento, considerato il più antico libro di cucina, composto di immagini disegnate di alcune ricette comprensivo di descrizione e provenienza. 
Poi si procura “i Theatra e Tacuina”, trattati tipici del Trecento e del Quattrocento, derivati da antichi erbari che illustrano e descrivono l’utilizzo corretto delle erbe medicamentose, nonché tracciano le regole per le norme igieniche per il trattamento e la conservazione dei cibi….


Capitolo 8, L’Annunciazione di Cristo

…Notiamo subito che si tratta di una chiesa davvero molto piccola, piuttosto raccolta, in mezzo ai cipressi da dove si gode una vista panoramica fantastica su tutta Firenze. 
Entrando si capisce che può ospitare non più di dieci fedeli, e sotto il crocefisso in acero si trova un piccolo altare in legno. Dietro l’altare sulla parete, alcuni affreschi in decadenza probabilmente dovuti alla forte umidità penetrata per anni e purtroppo ben visibile. 
Don Miniato ci porta in una saletta attigua, quella che dovrebbe essere la sagrestia e ci mostra una parete bianca poi aggiunge: «Grande Maestro, codesto è il loco ove sia di rappresentia  l’imagine cristiana» , facendogli vedere quindi il luogo definitivo dove verrà collocata. Il luogo è piccolo, la chiesa è piccola e lo spazio della parete che dovrà ospitare il dipinto non è sufficientemente illuminato…


Capitolo 9,  Paesaggio sull’Arno

…Siamo nei primi giorni di Agosto e oggi fa davvero caldo e siamo in viaggio verso la Val Nerina, passiamo tra i borghi di Ferentillo e Visso, una zona con delle gole del vallo nero, attraversando vie strette e tortuose che salgono a lato dei monti che qui di inverno sono innevati, chiamati monti della sibilla, e ci dirigiamo verso Papigno. Partiti da pochi minuti da Firenze incontriamo un certo Piermatteo d’Amelia, un giovane pittore che stà lavorando al duomo di Spoleto, amico di Leonardo col quale si ferma lungamente a parlare.
Il viaggio prosegue e siamo io, Mariamo Giommi, un amico mio Ginnasio Balestrere, figlio di un panificatore, Annibaldo Gucciero, figlio del “Benna” che ha una bottega di tessuti a Firenze e Leonardo…


Capitolo 10, Ginevra de Benci

….Palazzo Benci è considerato da tutti i fiorentini tra i più belli di quest’epoca, ed è spesso meta di curiosi si fermano a guardarlo e che ne apprezzano l’alto valore estetico.
Avvisati del nostro arrivo dal segretario, ci accoglie proprio il Benci insieme a Lorenzo e Giuliano che sono arrivati poco prima. 
Facciamo le presentazioni direttamente nell’atrio del palazzo, eppoi il Benci, salendo le grandi scalinate in onice e marmo, ci illustra gli affreschi sulle pareti che riportano i fasti della sua casata. Giungiamo al piano sopraelevato e accediamo nella “sala della musica”, detta cosi perché Ginevra, la figlia, si diletta a suonare il clavicembalo con le amiche che studiano musica insieme al maestro che quotidianamente le insegna canto…


Capitolo 11,  la congiura dei Pazzi

….La piazza comincia velocemente a riempirsi di persone che urlano e mentre tutto questo accade, vedo da una finestra del palazzo Francesco de Pazzi dimenarsi e urlare mentre viene calato, ancora vivo, con un cappio al collo. Anche gli altri cospiratori, il fratello Jacopo e Francesco Salvati e i preti, dopo pochi minuti di urla disumane, penzolano nel vuoto rantolando sotto il sollevamento popolare che chiede vendetta al grido di “Palle, palle!”, ispirato al blasone dei Medici…


Capitolo 12, La vita a Milano

….Il 21 di marzo, una delle tante sere, siamo spesso in giro per la città e lui, proprio questa sera, non è vestito in modo elegante, ricercato e appariscente come il suo solito, piuttosto veste in modo assai semplice: tabarro sgualcito, nessuna catena o anello, via ogni sigillo e solo pantaloni, stivali non proprio puliti da fango e capelli in disordine, coperti da un cappello prestato dal Codino. 
Vuole che anche noi ci si vesta in modo popolare, anzi in modo quasi trasandato, per non dare nell’occhio. Seguiamo la sua idea e l’apparenza che tutti abbiamo è di grande trascuratezza perché è questo ciò che vuole che appaia.


Capitolo 13, La Vergine delle rocce

…L’opera di sfumatura è stata creata da Leonardo, “tirando” i colori con i polpastrelli, e per lui questa pratica è normale, fa parte della sua tecnica di fissaggio: accarezzare la tela con movimenti lenti e sinuosi, quasi una danza con un movimento circolare ed ellittico che restituisce alla vista un effetto di velatura lieve ed omogenea di colore diluito nel legante, sfumando e ammorbidendo le caratteristiche fisiche dei soggetti quasi a renderli eteree, in particolare i volti che ne ricevono la luce…


Capitolo 14,  Accusa di violenza

estratto de

“Il Concilio del tribunale ecclesiastico cristiano”

in esecuzio all’ordine del ducato della città di Firenze, editta e sentenzia

in concistoro plenario che l’accusato

Lionardo Di ser Piero di Anchiano di Vinci, nato in dello Borgo Anchiano il 15 di Aprile dell’anno 1452, caricato di accusa di comportamento assai grave in addì 9 Aprile 1476 in formula non conosciuta, di penetrato anale con violentia ripetuta et continuata alla di lui persona giovine di nome Saltarelli Jacopo, di arte orafo di apprendimento, dimorato in strada Vacchereccia in Firenze d’ anni 17, ha verifica degli accadimenti e fatti ultimi noti, delle epistole e delle pronunzie di fede espresse

 il concilio tribunalizio nota e evidentia

che i codesti accadimenti risultati mai nel vero, mancano loro di segni chiari e visibili, e che ne declara il Saltarelli Jacopo, malfidente e invero e ingiurioso che col comportarsi suo rende il disonore a i messeri Baccino di arte sarto, Leonardo da Vinci d’arte pittore, Bartolomeo di Pasquino, Leonardo Tornabuoni, d’arte nobile.

Il Magistero de altissima et justitia omnia declara…


Capitolo 15,  La congiura dei Pazzi

…Ora la tensione in tutta città è salita e continua tra la gente una severa e incessante caccia contro i cospiratori, e proprio mentre stiamo parlando con alcune persone dell’accaduto, giunge la notizia che quattro di loro sono stati catturati nella notte da ronde spontanee del popolo, presi a bastonate e torturati fino a far fuoriuscire loro le budella per poi essere legati per i piedi ai cavalli e trascinati per il centro della città, ed infine ancora vivi e oramai deformi dalle bastonate e dalle pietre lanciate al loro passaggio, sono stati gettati agonizzanti giù nell’Arno…



Capitolo 16,  Le corporazioni

…Mi dice che il palazzo è stato costruito dai Romani, proprio sopra il tempio dedicato alla dea egizia della fertilità chiamata Isis, dea che i romani e i greci veneravano in quanto la ritenevano creatrice dell’universo cosmico. 
Continua dicendomi che il palazzo in realtà è una chiesa, cosa che dall’esterno non si nota assolutamente, è che è diventata tale grazie all’ostensione di un busto mariano inserito in una colonna, quella di destra all’ingresso, che divenne nel 1350 meta di pellegrinaggio da parte dei cittadini fiorentini che ne erano devoti perché si dice che durante la pestilenza fece miracoli e molte grazie alla popolazione…


Capitolo 17,  La fratellanza

…Nella prima meta del 1200, continua a raccontarmi, che dopo questo episodio si ritirarono sul monte senario vicino a Firenze e costruirono una piccola chiesa dove da li a breve cominciarono a ricevere i primi adoratori di Maria ma non solo, cominciò un pellegrinaggio che di fatto diede vita all’ordine di Maria.
Gli chiedo ancora una volta chi furono i sette fondatori dell’ordine e lui mi dice, cercando nei ricordi della sua mente, mi dice che parteciparono Alessio Falconieri, Bonfiglio Monaldo, Ugo degli Ugaccione, Amedeo degli Amedei, Giovanni di Buonagiunta, Manetto dell’Antella, Sostegno dei Sostegni.
Inizio davvero a pensare che Leonardo mi stia per dire qualcosa di più, qualcosa che segretamente conosce e penso che forse questo potrebbe essere il momento giusto…


Capitolo 18, Il Cavallo impossibile

….Poco distante dal ponteggio, su un grande tavola è disteso il progetto: la bozza preparatoria, il disegno del ponteggio, la sezione del cavallo e perfino il disegno delle vene dei muscoli del cavallo sotto sforzo. Chiede al duca che due guardie sorveglino costantemente giorno e notte l’impalcatura perché teme che malintenzionati possano entrare e danneggiare l’opera
Prevede che per il cavallo sia necessaria un’enorme quantità di bronzo e grandi capacità tecniche, per le quali Leonardo non mi sembra pronto ed in grado di affrontare. 
Lo vedo infatti piuttosto incerto e pensieroso, guarda e riguarda il disegno, cambia, modifica e ricalcola, poi con gesti di stizza, lancia la matita sull’asse e se ne va…


Capitolo 19,  la dama del mistero

…Il problema di Leonardo è che non ha la capacità di rifiutare le commissioni, certo di essere sempre in grado di poter accontentare tutti, ma purtroppo accade spesso il contrario.
Quello che noto oramai da tempo, è che è sempre preso dalle sue ricerche e studi che ritiene primari, e non si rende bene conto del tempo per poter svolgere le cose che gli vengono commissionate giorno per giorno, e per questo motivo in bottega, vi è un accumulo di progetti e di opere non terminate e abbozzati ancora allo stato grezzo.
Francesco Melzi gli ricorda spesso che anche aiutandolo, sia lui che Giovanni Antonio Boltraffio, non riescono a fra fronte alle numerose richieste dei committenti, nemmeno con i due nuovi apprendisti da qualche settimana in prova…


Capitolo 20, Città ideale

…Inizia quindi presso il Mulino di Mora Bassa a verificare i disegni strutturali di costruzione che spiegano il suo funzionamento, ma capisce subito che occorrono modifiche strutturali alla meccanica del movimento e nuove idee in grado di rendere il mulino principale un grande volano per tutto il progetto idrico. 
Dice a Francesco di Giorgio Martini che ritiene necessario, prima di potenziare il flusso dell’acqua, creare un sistema in grado di rallentare il flusso dell’acqua stessa per consentire l’abbeveramento del bestiame, eppoi creare vasche dove stipare piccoli serbatoi aperti in grado di canalizzare, attraverso piccole tubazioni, le acque all’interno delle abitazioni, delle botteghe e delle stalle.
«L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.»…


Capitolo 21, Ultima cena

…«L’intunaco blocca di dentro di se il tutto senza far di respirar l’anima e cambiar del tratto»,guarda attentamente il muro poi esclama:
«Dipingerò sul muro come in sulla tavola.”
Stende quindi sull’intonaco ruvido e poroso dal centro del muro estendendolo sino ai lati utilizzando la terra rossa proveniente da Sinope, sul Mar nero reperibile con difficoltà a a Milano, poi decide di tracciare le direttrici leggere sul disegno in modo da creare la prospettiva che dovrà disegnare, lasciarla asciugare per tre giorni, areando tutto il refettorio…




Capitolo 22, Il Salvator mundi

…Lui studia da diversi anni la rifrazione della luce e conosce perfettamente i meccanismi che la governano, eppure attraverso la sfera di cristallo, non si vedono distorsioni delle forme. Mi domando: chi altri ha lavorato a quest’opera? Leonardo ha fatto fare delle modifiche a qualcuno nelle notti? Non ha voluto esplicitare qualcosa?
Il suo volto, che Leonardo ha sfumato al limite del percettibile nelle forme, è come se mi dicesse di non guardare lui, il salvatore, ma le sue mani, scegliendo di non essere lui il protagonista del messaggio, ma il messaggio stesso…


Capitolo 23, Il mistero della sezione aurea

…Il conte ci fa cenno di seguirlo: prendiamo delle scale a chiocciola e scendiamo di circa due piani sotto, probabilmente verso la cantina. Arriviamo ad una porta in legno chiusa con sei mandate che il conte apre con due grandi chiavi. Aperta la prima porta vi è una grata in ferro, simile ad una porta di una prigione, che apre con due mandate e subito dopo accediamo in un grande salone ad archi, molto alto e lungo.
Alle pareti vi sono teste di animali imbalsamate, drappi neri che coprono i tre lati dello stanzone rettangolare e in fondo una specie di altare con dietro una croce in bronzo e pietre senza il cristo. 


Capitolo 24, Ritorno a Firenze

…Leonardo è spesso ospite a pranzo o a cena a Palazzo de Medici, invitato da Lorenzo, il quale ama sentirlo parlare per ore di arte, religione e architettura, ma io in realtà Lorenzo l’ho visto solo in tre occasioni e vorrei sapere da Leonardo qualcosa di più sulla sua vita e gli chiedo chi sia davvero questo Lorenzo dè Medici.
La storia è molto lunga mi dice Leonardo e inizia a spiegarmela partendo dalle fine del ‘200, dove i Medici vengono investiti della carica di Gonfalonieri della città di Firenze, il che significa ricoprire un ruolo assai determinante all’interno del governo repubblicano di Firenze…


Capitolo 25, Nascosta nel buio

…Proseguiamo sul fiume verso fuori città, ed a una delle diverse conche del naviglio, questa volta è il Duca che fa segno di accostarci. Dalla riva, in lontananza, vediamo avvicinarsi una carrozza fino a fermarsi sul ciglio.
Scende, sorretta da un serviente, una giovane donna bellissima, dai capelli raccolti, uno sguardo penetrante, un doppio filo di perle nere al collo, il secondo lasciato cadere sul seno.
Accompagnata sulla barca, ci viene presentata dal Duca in persona come la signora Gallerani Cecilia. Leonardo si inchina come segno di rispetto e io lo seguo…


Capitolo 26, Il grande fallimento

…Pochi minuti dal nostro ingresso, arriva, trafelato e sudato, Michelangelo Buonarroti che, vedendo Leonardo, gli domanda:
«Anche tu qui? Ma non dovevo essere da solo? E tu, Leonardo, cosa pensi di fare meglio di quello ch’ io farò?».
Con atteggiamento strafottente sembra che Michelangelo cerchi di sfidare Leonardo che, dopo averlo ascoltato, riprende a guardare la parete come nulla fosse.
Michelangelo vedendosi trattato con sufficienza, comincia a illustrare a voce alta e a gesti cosa si vedrà della sua opera.
«Vedrete apparire ciò che mai la mente umana possa aver pensato, il trionfo della pittura e proverete vergogna innanzi a ciò che potrò creare. Tu Leonardo vedrai sulla parete apparir la mia grandezza che ti travolgerà e ti manterrà muto»…


Capitolo 27, Il mondo anatomico

…Mentre io mi occupo di asciugare con panni il poco sangue defluito che mi provoca un inevitabile forte senso di vomito, Leonardo, sotto le luci di due candele e una lampada a olio, ispeziona i resti e trascrive appunti. Ne disegna i contorni, poi seziona ancora, seziona, fino ad arrivare al centro dell’organo…


Capitolo 28, Ultima cena

…«Adesso potete di veder cosa serve l’ovo». Infatti Leonardo Inizia a far colare l’uovo sbattuto nelle diverse terrine dei colori che abbiamo precedentemente preparato eppoi ci spiega a cosa serva tutto questo: l’uovo sbattuto delicatamente è colla naturale e insieme ai colori mesciati crea l’amalgama per creare un collante per i colori, 
Fa alcune prove stendendo il marrone chiaro sul muro senza amalgama dell’uovo eppoi quello con l’uovo e la differenza è notevole: il colore amalgamato sembra più fluido, addensato e corposo. Afferma che «L’è luce pè il colore e pè lo piccolo tocco da vicino»…


Capitolo 29, Il Salvator mundi

…In questo periodo, specialmente lavorando di notte, con il suo modo di veicolare le luci delle lanterne sul quadro, ha appena terminato un cristo salvatore: un disegno penna e inchiostro su carta. Ci lavora da molti mesi, lo ha abbandonato e poi l’ha ripreso e adesso finalmente è concluso. Leonardo è d’accordo con il committente che questa mattina sarebbe arrivato un suo emissario a ritirare l’opera. Io gli chiedo chi sia il committente e lui mi risponde:
«Di un mecenate conoscente di Isabella D’Este ma m’ è stato ordinato di dire di lui .» 
Sento bussare alla porta della bottega e vado ad aprire e si presenta un uomo dall’accento provenzale che parla bene e si fa capire. Si presenta come Monsieur Arneau Cloudè, un nobile appassionato di libri e arte cristiana… 


Capitolo 30, Mantova e i Gonzaga

…Ci intimano di scendere, guardano dentro i carri e trovano solo strumenti per la scultura, pittura e falegnameria. Aprono un paio di bauli, ma niente cibo. Cercavano solo quello, e non trovandolo, ci lasciano andare ma non prima di averci derubato di alcuni monili, collane e monete. Proseguiamo il viaggio attraverso la pianura e colgo l’occasione, visto che Leonardo è in un momento di tranquillità, gli domando: 
«Bisogna essere visionari per ottenere risultati?»,lui mi risponde, «La visione delle cose non è legata all’ottenere delle cose stesse, ma a comprendere le cose. Se mai comprendi la visione, mai darai alla luce inutile di pensare.»…


Capitolo 31, Il mistero della sezione aurea

….partendo dal vertice altro del triangolo avremo quattro punti
– 1º punto, πρώτο σημείο όλων è l’unione e il simbolo del compiuto, della definizione, dell’incontro che rappresenta 
– 2º punto, το δεύτερο σημείο του συνόλου. I due punti sono la rappresentazione della dualità della vita e dell’essere. Si considerano gli opposti complementari, il femminile e il maschile, l’Aria
– 3º punto, τρίτο σημείο του συνόλου. I tre punti: il dominio dello spazio e del tempo, la dinamica della vita, la creazione, l’Acqua….


Capitolo 32, Ritorno a Firenze

…Ritorniamo a Firenze e Leonardo in questi anni ha speso davvero molti soldi per creare progetti e prototipi e nel ricercare le soluzioni migliori, e adesso si trova in cattive acque: ha bisogno di tornare a guadagnare. Alle porte di Firenze incontriamo il suo amico Filippino Lippi, anch’egli artista, ma non conosciuto come Leonardo, un amico sincero su cui Leonardo ha sempre potuto contare. Filippino Lippi è considerato un grande rifinitore d’arte, molto capace di tratto di mano, come affermano alcuni suoi colleghi e negli anni si è prestato a finire quelle commissioni affidate a Leonardo che lo stesso Leonardo non aveva avuto il tempo di terminare…


Capitolo 33, Nascosta nel buio

…E’ un busto di donna, con le mani una sopra l’altra al centro del busto con uno stelo tra le dita. È dipinta con una leggera veste che scopre le spalle e dietro sul fondale, vedo delle montagne grigie a punta in profondità, sembrano i calanchi classici che inserisce nelle opere. Quello che noto è che nel viso della donna, le sue sopracciglia sono dipinte molto bene, ma…poi mi viene un forte dubbio: la monna lisa che ricordo io e quella che tutto il mondo riconoscere essere opera di Leonardo, non ha le sopracciglia!… 


Capitolo 34, Il grande fallimento

…Due ore dopo veniamo accolti personalmente da Pier Soderini, uomo assai potente e gonfaloniere della signoria di Firenze il quale chiede a Leonardo la sua disponibilità in qualità di pittore, di occuparsi di un grande progetto per la decorazione del Salone maggior Consiglio all’interno di Palazzo Vecchio qui Firenze. Leonardo chiede di vedere dove si terrà l’opera, seguendo il Soderini che ci precede, arriviamo al gran portone, che con l’aiuto di un servitore di palazzo, viene aperto: ecco, siamo nella sala dei cinquecento…


Capitolo 35, Il mondo anatomico

…Giunta la notte, ci troviamo già al cimitero dove attraversiamo piccoli calpestamenti attraverso una lunga fila di croci in legno e tombe anonime che sono distese in un grande campo di terra non battuta, giungendo alla settima fila, quella dei “morti caldi”. Il sepoltore, detto Cangiano, indica a Leonardo la fossa. I due addetti cimiteriali, iniziano a scavare e poco dopo estraggono una bara in legno.. 
«Questo è morto stamane, è un giovine accoltellato» aggiunge Cangiano. Leonardo da ordine di caricarlo sul carro e ricoprire la buca con delle assi…


Capitolo 36, L’ultimo viaggio

…Dal buio e dal silenzio, sento improvvisamente dei passi sull’erba bagnata venire verso di me. Scorgo, grazie alla luce della luna, una figura di uomo che veste una tonaca. Si avvicina, ha il cappuccio in testa, si siede vicino a me, sotto l’ulivo, e mi stringe con la sua mano la spalla, come volesse confortarmi. È chinato verso il basso e intravedo un profilo con barba, poi lentamente si leva il cappuccio e lo vedo in volto. 
«Non è possibile, ma noi…. ci conosciamo già!»…

 

Siamo giunti alla fine…

Speriamo di averti dato un piccolo contributo affinchè tu possa decidere di scegliere di leggere il libro. Ricorda che sarà distribuito tra qualche mese, ma se vorrai scrivere qui sotto se il lavoro che abbiamo fatto ti è sembrato utile o interessante, è per noi cosa assai gradita.

Grazie di cuore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...