Lo spettacolo

Lo spettacolo si chiama “magnificaMente Leonardo”, proposto in un atto unico della durata di un ora e mezza, dove l’autore ripercorre la storia di Leonardo dall’infanzia a Vinci, sino la sua morte avvenuta in territorio francese.

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Il percorso espositivo tende a soffermarsi non tanto sulle opere magnifiche e straordinarie di Leonardo, che comunque vengono citate e spiegate, piuttosto sulla sua probabile analisi e ragionamento che gli ha consentito di coglierle.

L’autore, unico in scena, accompagna lo spettatore dentro le atmosfere del rinascimento, creando un dialogo con Leonardo, quasi a chiedere il suo punto di vista.

Lo scenario diventa suggestivo con l’utilizzo del grande schermo sul quale vengono proiettate le immagini, gli scritti e i luoghi di Leonardo, i percorsi che lo hanno reso cosi unico e inimitabile, ma anche le sue debolezze umane, le incertezze e le sue paure, il tutto supportato non solo da un racconto, ma da una vera rappresentazione dialettica e divulgativa, accompagnata da  musiche originali che leonardo avrebbe ascoltato proprio nella sua epoca durante le sue creazioni e i suoi spostamenti in tutta Italia.

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Il titolo dello spettacolo “Magnificamente Leonardo” vuole evocare proprio la grandezza della sua mente, quella grande capacità che lo ha reso affascinante, celebre e per molti aspetti,misterioso. I misteri su Leonardo infatti sono davvero tanti ed oggi, con i recenti studi e le analisi delle sue opere, si cominciano a svelare quelli che per oltre 500 anni sono rimasti i grandi dubbi sulle sue opere. Senza ombra di dubbio possiamo affermare che la sua figura è stata sempre e lo è ancora oggi, avvolta da incognite, forse come nessuno della sua epoca. Molti affermano senza alcun dubbio, che la gioconda presente al museo dell’ Houvre di Parigi, non sia quella originale, ma una copia da lui prodotta e  la seconda si troverebbe presso san Pietroburgo in possesso di una nobile famiglia russa.

Ma anche nei codici di Leonardo affiorano forti dubbi che sia stato davvero lui a scriverli; si narra che Leonardo verso la fine del ‘500, conobbe alcuni falsari molto abili

L’uomo Vitruviano non sia stato fatto da Leonardo piuttosto da un amico di bottega. La bozza di tale disegno, leggermente diversa da quella che noi conosciamo, si trova reperibile ancora oggi conservata a Venezia alla Galleria dell’Accademia.

Gavin Menzies, storico dell’arte, sostiene che Leonardo Da Vinci abbia copiato i suoi disegni di ingegneria da inventori del paese asiatico oggi più popoloso del mondo. Secondo Menzies, i disegni di Leonardo sarebbero misteriosamente simili agli originali cinesi, tanto da dubitare che derivino proprio da questi.Una flotta cinese, ha scritto l’autore britannico, avrebbe portato nel 1434 in Italia delle enciclopedie di tecnologia sconosciute al mondo occidentale, ponendo le basi per le meraviglie di ingegneria — come gli aeroplani — create più avanti dal genio di Leonardo.E cosi via…

Come possiamo renderci conto Leonardo è al centro di attenzione in tutto il mondo, riconoscendone da una parte la sua grandezza e dall’altra i dubbi che accompagnano gli aspetti della sua leggenda.

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Elementi di scena:

Leggio: serve per creare il filo conduttore del racconto ( viene utilizzato molto poco).

Sedia: unico elemento con il quale l’autore interagisce cambiandosi immaginariamente di posto con Leonardo in una serie di probabili dialoghi e considerazioni.

Impianto luci: le luci saranno pressoché fisse sul proscenio, illuminando in forma alterna alcuni momenti dello spettacolo.

Microfoni: normalmente non vengono utilizzati, salvo una diversa acustica del teatro dove potrà essere  utilizzato il radiomicrofono per una maggior diffusione del suono.

Musiche: vengono utilizzate dalla regia le musiche e i suoni più comuni che normalmente erano presenti all’epoca Leonardesca e che potevano essere ascoltate con facilità sia nelle sagre di Paese piuttosto che nelle locande e/o ai ricevimenti.

Grande schermo: indispensabile per offrire al pubblico una vasta visione delle opere di Leonardo nonché la possibilità di valorizzarne i singoli dettagli e sfumature.

Descrizione dello spettacolo:

Cominciamo col porci una domanda fondamentale: sappiamo come Leonardo ragionava? per certo no. Non conosciamo con esattezza il processo mentale che lo portava a stabilire quali priorità utilizzava durante il ragionamento, se l’osservazione sistemica e generale, come individuava il particolare e tanto meno come vedeva il pensiero finito. Possiamo fare semplicemente delle ipotesi verosimili, e in questo spettacolo faremo proprio questo, facendo dei paragoni e cercando di capire, passo dopo passo, come usava la sua mente.

Nei famosi “codici”, Leonardo traccia i suoi appunti, i disegni, le bozze ne  raccoglie le idee e proprio da questi si può trarre spunto su come  ragionasse su come vivesse le emozioni della scoperta. va detto infatti che fosse capace di vedere in anticipo il compimento delle sue opere, ma amava essere misterioso e criptico, evitando di parlarne troppo con gli artisti suoi contemporanei al fine di evitare di svelare le tecniche utilizzate. Ma era anche molto riservato con i pochi amici che aveva, cercava spesso di isolarsi, essere da solo e il solo, forse per una sua incomprensione di gioventù.

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