Il Rinascimento

Ecco un piccolo schema per identificare il periodo storico che ci interessa

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Il Rinascimento

E’ stato un periodo in cui le arti, la filosofia e l’economia sono rifiorite dopo la profonda crisi del XIV secolo. Questo periodo è stato uno dei più gloriosi della storia dell’Europa, specialmente per l’Italia, la quale in questo periodo storico ha offerto al mondo dei geni che il mondo le ha invidiato. A dare il via a questa che può essere definita una rivoluzione culturale, è stato Francesco Petrarca, uno dei personaggi della letteratura italiana più importanti della storia.

Il periodo del Rinascimento inizia in Italia parallelamente al fenomeno delle Signorie. Città come Firenze, Milano, Venezia e Ferrara si erano arricchite molto soprattutto grazie al commercio e i nuovi signori che qui si erano stabiliti (le famiglie dei Medici, degli Sforza, degli Estensi, dei Montefeltro…) iniziavano a spendere soldi nell’arte e nella cultura. Amavano crearsi intorno a sé una corte di intellettuali, di artisti e di pensatori raffinatissimi, dando così vita alla rivoluzione culturale di cui parlavo prima. Questa nuova attività svolta dai vari signori italiani prese il nome di Mecenatismo, nome che deriva da Mecenate, l’amico dell’imperatore romano Augusto che scoprì i poeti Virgilio e Orazio.

Anche i papi a Roma erano grandi mecenati. Tra Quattro e Cinquecento Roma si trovò con le casse abbastanza piene, anche grazie al fenomeno crescente della vendita delle Indulgenze (le confessioni dei peccati dietro pagamento) che tanto fecero infuriare il teologo tedesco Martin Lutero; i Papi allora investirono questo denaro per abbellire la Città Eterna, convocando artisti del calibro di Raffaello, Bramante e Michelangelo e facendo di Roma un importante polo culturale non solo a livello italiano ma anche a livello europeo, grazie all’operato di pensatori come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Leon Battista Alberti (che girovagò un po’ per l’Italia) e Lorenzo Valla.

Cos’è l’Umanesimo

L’Umanesimo fu un movimento culturale che nacque in Italia alla fine del Trecento e si trattò di una delle più importanti rivoluzioni della Storia. Questo movimento prevedeva la rinascita di una serie di valori che erano propri del mondo classico ma che erano in completa rottura con quelli medievali. Alcune teorie storiche recenti, infatti, collocano la fine del medioevo proprio nel periodo della crisi del XIV secolo, verso la cui fine sono cominciati a fiorire i primi circoli umanistici. L’iniziatore di questa profonda rivoluzione culturale si pensa che sia stato il poeta Francesco Petrarca, che infatti fu il primo a ridare virtù ai valori classici. Uno dei principali caratteri dell’Umanesimo era la centralità della figura umana: in questo periodo, l’Uomo acquisì la dignità che nel medioevo non aveva, l’uomo veniva rivalutato e posto al centro dell’Universo. Con questo, anche la vita umana venne riconsiderata: nel Medioevo la vita era considerata come una punizione, un calvario che l’uomo doveva soffrire prima di raggiungere la dimensione divina; con l’umanesimo, invece, la vita terrena diventava degna di essere vissuta e apprezzata.

In pratica l’Europa era rinata dalle ceneri del medioevo e si apprestava a tornare ai fasti dell’antichità classica. Ecco, questo significa la parola Rinascimento, con la quale venne indicato il periodo in cui avvenne questa rivoluzione.

La famiglia dei Medici

Si era arricchita enormemente grazie alle attività bancarie e Cosimo il Vecchio De’ Medici diventò nel 1433 signore di Firenze. Alla corte medicea di Firenze, che all’epoca era considerata la “nuova Roma” o la “nuova Atene”, lavorarono alcuni degli artisti che ci invidiano in tutto il mondo, come Brunelleschi, l’ autore della Cupola del Duomo di Firenze, la più grande cupola in muratura al mondo; Donatello, che rivoluzionò la scultura riprendendo le grandi statue greche e infine tra i pittori Masaccio e Botticelli. Alla corte dei Medici, operarono anche grandi intellettuali come Niccolò Machiavelli e Francesco Guicciardini, che teorizzarono la politica e la storia.

Un figlio di Firenze, tale Leonardo da Vinci, andò a lavorare alla corte di Lodovico Sforza, detto “il Moro”, a Milano. Qui realizzò le sue più importanti opere pittoriche e i suoi più straordinari progetti scientifici e tecnici. Dopo l’esperienza milanese, Leonardo si accasò in Francia alla corte di Francesco I, dove morì. Non lontano da Milano c’era un’altra importante corte, quella dei Gonzaga a Mantova, dove operò il grande pittore Andrea Mantegna e dove il filosofo Vittorino da Feltre stabilì la sua Scuola. Venezia fu un centro molto importante per la pittura, in quanto lì lavorarono i pittori Tiziano e Tintoretto, i quali rinnovarono profondamente il modo di fare pittura. La corte degli Estensi a Ferrara, invece, fu fondamentale per la letteratura, poiché offrì ospitalità ai grandi poeti Boiardo, Ariosto e Tasso.

Di seguito lo schema più articolato e passaggio tra l’epoca umanistica e il rinascimento: pensate la bellezza degli accadimenti, delle scoperte, delle nuove frontiere…

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