La vita

1452 Leonardo nasce il Lunedi 15 Aprile, tre ore dopo la mezzanotte, ad Anchiano, piccola frazione del borgo di Vinci in strada dei mulini, non lontano da Firenze. 

il padre si chiama Piero, detto ser Piero, personaggio ligio all’ordine e alla disciplina,  grande proprietario terriero nonchè notaio che ha stretti rapporti con la Famiglia de Medici

la madre è Catharina, ha origini molto probabilmente asiatiche, forse mongole. E’ una serva al servizio di Ser Piero e del suo casato. 

Leonardo cresce frequentando lo zio Francesco ( bighellone , scherzoso e perditempo, carattere opposto di ser Piero), che lo porta a conoscere le locande che lui frequenta.

Lo zio Antonio, fratello di Ser Piero, diventa il suo “mentore”, aiutandolo nella  crescita e culturale e nell’educazione al mondo. Frequenta “il montalbano”, pendice dell’omonimo monte adiacente la sua casa, dove inizia l’esplorazione della flora e della fauna, raccogliendo appunti sul suo labris, quaderno composto da fogli di canapa, cotone e colla pressata.

1460 Si trasferisce con la matrigna e il padre a Firenze. Ser Piero desidera che Loenardo intraprenda studi di contabile per, in futuro, avviarlo alla carriera di notaro.  Leonardo dimostra da subito disinteresse, preferendo l’arte e il disegno, cose che ritiene più interessanti. 

1464-1469 Ser Piero, oramai disilluso, accondiscende alle richieste del figliolo e lo presenta ad Andrea del Verrocchio. Il Verrocchio è considerato all’epoca un grande artista nonchè uomo influente in ambienti del mecenatismo e Papali. La sua bottega è una fucina di talenti e Leonardo inizia così il suo apprendistato. Sandro Botticelli, ( col quale svilupperà una solida amicizia) , Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino e Lorenzo di Credi, sono solo alcuni dei giovani artisti che frequentano la bottega e Leonardo assorbe il più possibile le loro tecniche e i loro umori.. Inizia quindi come “ragazzo di bottega”, svolgendo ogni tipo di lavoro; dal mescolare i colori, dalle pulizie della bottega, sino a giungere a piccoli ritocchi di quadri . In particolare a lui viene attribuita la pittura dell’angelo, prima opera di Leonardo, presente nell’opera ” la vergine delle rocce“.

1472  poco più che ventenne il nome di Lionardo è registrato nell’elenco della confraternita dei pittori, la Compagnia di San Luca, come un maestro indipendente. Stringe stretti rapporti di amicizia con la famiglia Medici, in particolare Lorenzo e Giuliano, che gli faranno conoscere personaggi influenti nel mondo della politica, dell’arte e  molti ” omini de pensiero”, intellettuali, tra cui il filosofo Marsilio Ficino.

1475 Verrocchio assegna a Leonardo l’incarico di completare la pala d’altare rappresentante il Battesimo di Cristo. A questo si affiancano altre collaborazioni col maestro che non impediscono a Leonardo di continuare a disegnare e prendere appunti con la sua inconfondibile scrittura a rovescio.

In questo periodo, per mantenersi economicamente, visto che non è ancora “conosciuto”, lavora come cameriere presso il locale “le tre lumace” in Firenze ( questo potrebbe essere solo un dato non attendibile). 

1482 È l’anno del probabile trasferimento a Milano, forse su consiglio di Lorenzo de’ Medici. Si presenta alla corte di Ludovico il Moro con una lettera in cui espone le sue abilità, soprattutto di ingegnere militare, ma anche di architetto, scultore, pittore e persino musicista. A corte si occupa anche dell’organizzazione delle feste.

1483 Stipula un contratto insieme ai fratelli Evangelista e Giovan Ambrogio de’ Predis per realizzare la pala d’altare per la Confraternita dell’Immacolata Concezione nella chiesa di San Francesco Grande: il pannello centrale sarà la Vergine delle Rocce, mirabile fusione tra ricerca artistica e osservazione della natura.

1488 Per Ludovico il Moro inizia anche gli studi per un grande monumento equestre in onore di Francesco Sforza, per il quale affronta numerosi problemi tecnici di fusione e abbandona l’opera incompiuta ( qui si interrompe la storia di Leonardo scultore).

Fra il 1487 e il 1490, in qualità di ingegnere ducale, riceve dei pagamenti per il suo parere per risolvere i problemi statici nella costruzione del tiburio del Duomo
La sua soluzione sarà scartata a favore del progetto di Giovanni Antonio Amadeo e Giovanni Dolcebuono.

1490 Ha modo di soggiornare nelle città di Vigevano e Pavia dove incontra l’ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini. Descrive le opere di irrigazione del Vigevanasco e progetta la Sforzesca, una cascina modello per il Duca.

1495-1498 Lavora a uno dei suoi più celebri lavori: l’Ultima Cena, nel refettorio del monastero domenicano di Santa Maria delle Grazie. Si racconta che Leonardo, talmente preso dall’opera, più di una volta fu trovato a dormire esausto dal lavoro notturno. 

1499 A causa della caduta della signoria sforzesca per mano dei francesi, abbandona Milano, lasciando incompiuta l’impresa della fusione del cavallo di bronzo: il suo modello in terracotta rimane nel cortile del Castello. Nel suo viaggio si trattiene a Mantova e a Venezia. A Mantova si incontra con Beatrice D’este alla quale dedica un ritratto.

1500 ritorna a Firenze, dove è protagonista di un grande evento, la pubblica esposizione del suo cartone con la Sant’Anna presso la chiesa dell’Annunziata.

1502 Entra al servizio di Cesare Borgia come ingegnere militare, spostandosi frequentemente dalla Toscana alla Romagna e alle Marche tra le città di Piombino, Siena, Urbino, Imola, Senigallia e Cesena, dove progetta un canale navigale per Porto Cesenatico.

1503 È di nuovo a Firenze, dove è impegnato insieme al giovane Michelangelo nella decorazione del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio: per l’occasione lavora alla pittura murale rappresentante la battaglia di Anghiari, mai terminata. Utilizza la tecnica dell’encausto ( detta anche incastro), tecnica di fissaggio del colore attraverso il calore prodotto sull’affresco, in modo tale da “fissare permantemente” il disegno. Questo “fissaggio, sarà un fallimento, in quanto affrescando l’opera della “battaglia di anghiari”, nel salone dei 500, errori di valutazione fecero definitivamente colare il colore lungo tutta la parete, rovinando in modo pesante l’opera stessa.

1503-04  Inizia probabilmente a lavorare a due delle sue opere più famose: la Gioconda, ritratto che rimane nello studio di Leonardo fino alla morte, e la perduta Leda, omaggio alla forza generatrice della natura di cui appronta numerosi disegni preparatori.

1506-1515 Si trasferisce nuovamente a Milano su invito di Charles d’Amboise, nuovo governatore della città ,e del re Luigi XII di Francia. Per i successivi due anni divide il suo tempo tra Milano e Firenze.

1508-13 Visita spesso i corsi dell’Adda; inizia numerosi progetti di canalizzazione e si interroga sempre più sulle forze che animano e governano la natura, in particolare l’acqua, in cui egli riconosce una delle forze generatrici della vita. Lascia definitivamente Milano. Invitato a Roma da Giuliano de Medici, continua i suoi studi di geometria e di ingegneria idraulica, progettando la bonifica delle paludi Pontine e disegnando il porto di Civitavecchia.

1515 Ha modo di vedere la volta della Cappella Sistina appena terminata da Michelangelo, che apprezza. A Bologna, dove si reca per un’ambasceria a seguito di Giuliano de Medici e papa Leone X, conosce il re di Francia Francesco I, che lo invita a trasferirsi in Francia e lavorare per lui.

1516 Diviene primo pittore, ingegnere e architetto del Re e si trasferisce insieme ad alcuni suoi allievi, tra cui Francesco Melzi, nel castello di Cloux presso Amboise. Si occupa nuovamente di ingegneria idraulica e abbozza i progetti per una residenza reale a Romarantin. Gli viene riconosciuta dal Re una pensione.

1519 Muore sabato 2 maggio a Cloux e per sua volontà viene seppellito nel chiostro della chiesa di Saint Florentin ad Amboise (esiste la tomba, ma alcuni scritti indicano che i suoi resti siano stati sparsi in diverse fosse comuni dell’epoca). Nel suo testamento, steso il 23 aprile, lascia in eredità i suoi manoscritti, disegni e strumenti al suo discepolo favorito, Francesco Melzi.

Ad oggi sono ancora molti i dubbi sulle opere e la vita di Leonardo, e non passa anno che qualcosa emerga per confermare il suo alone di mistero.

I codici Leonardeschi

teatro-leonardo-alberto-meloni

Di tutta la produzione di Leonardo ci restano ancora, fortunatamente, oltre cinquemila pagine di appunti, redatti con la sua inconfondibile scrittura speculare, orientata da destra a sinistra.

Napoleone li fa trafugare al suo arrivo a Milano. Nel 1851 solo una parte di essi tornano a Milano; altri restano a Parigi, e altri ancora in Spagna.
Grandi responsabilità del rimescolamento delle carte ha lo scultore seicentesco Pompeo Leoni, che con l’intenzione di separare i disegni artistici da quelli tecnologici e di unificare le pagine scientifiche, smembra parte dei manoscritti originali, tagliando e spostando le pagine così da formare due grandi raccolte: il Codice Atlantico e la Raccolta di Windsor, che conta circa seicento disegni. Proseguendo con lo stesso sistema Leoni compone almeno altri quattro fascicoli.

Dal 1637 al 1796 parte dei manoscritti è ospitata nella Biblioteca Ambrosiana, da cui però Napoleone li fa trafugare al suo arrivo a Milano. Nel 1851 solo una parte di essi tornano a Milano; altri restano a Parigi, e altri ancora in Spagna, dove alcuni verranno ritrovati solo nel 1966. Ecco il perchè della grande dispersione degli scritti di Leonardo, oggi divisi in ben dieci codici diversi:

Codice Arundel
Si trova a Londra presso la British Library.
Il Codice Arundel è una raccolta rilegata in marocchino di 283 carte di diverso formato, fogli provenienti da manoscritti smembrati e incollati su fogli di supporto (28×18 cm). Vi appaiono trattati argomenti vari: studi di fisica e meccanica, studi di ottica e di geometria euclidea, studi di pesi, studi di architettura; questi ultimi comprendono i lavori per la residenza reale di Francesco I a Ramorantin (Francia).
La maggior parte delle pagine può essere databile tra il 1478 e il 1518.

Codice Atlantico
Conservato a Milano presso la Biblioteca Ambrosiana, il Codice Atlantico raccoglie disegni, per buona parte databili tra il 1478 e il 1518.
Vi sono trattati argomenti assai vari: studi di matematica, geometria, astronomia, botanica, zoologia, arti militari. Oggi si presenta riordinato in dodici volumi rilegati in pelle, formati da 1119 fogli di supporto formato 65×44 cm, che raccolgono carte di diversa dimensione.
Il nome Codice Atlantico deriva dal fatto che in origine tutte le carte erano raccolte in un unico volume di grande formato (quello degli atlanti appunto).

Codice Trivulziano
Il Codice Trivulziano è conservato presso la Biblioteca Trivulziana del castello Sforzesco di Milano ed è costituito da un fascicolo composto da 55 carte (20.5×14 cm) rispetto alle 62 originarie.
Oltre a studi di architettura militare e religiosa, sono presenti numerose pagine sugli studi da autodidatta di Leonardo finalizzati a migliorare la sua formazione letteraria.
La maggior parte delle pagine può essere databile tra il 1487e il 1490.

Codice sul volo degli uccelli
Questo codice al volo degli uccelli si trova presso la Biblioteca Reale di Torino ed è composto da 17 pagine (21×15 cm) rispetto alle 18, databili intorno al 1505.
Tratta principalmente del volo degli uccelli che Leonardo analizza con un rigoroso approccio meccanico, così come studia la funzione dell’ala, la resistenza dell’aria, i venti e le correnti.

Codice Ashburnham
Convenzionalmente identificati con due numeri: 2037 l’ex codice B e 2038 l’ex codice A, sono conservati a Parigi, presso l’Istituto di Francia; si tratta di due manoscritti cartacei (dimensione 24×19 cm), rilegati in cartone.
In origine facevano parte del manoscritto A da cui sono stati strappati alla metà dell’Ottocento da Guglielmo Libri.
Raccolgono principalmente studi pittorici (Ash. 2038) e studi diversi (Ash. 2037), che Leonardo, con ogni probabilità, eseguì tra il 1489 e il 1492.

Codici dell’Istituto di Francia
Sono conservati a Parigi, presso l’Istituto di Francia, e costituiti da dodici manoscritti cartacei, alcuni rilegati in pergamena, altri in pelle, altri ancora in cartone. Hanno diverse misure, il più piccolo è il codice M (10×7 cm), il più grande è il codice C (31.5×22 cm).
Per convenzione sono denominati ciascuno con una lettera dell’alfabeto, dalla A alla M, per un totale di 964 fogli.
Vari gli argomenti trattati: arte militare, ottica, geometria, volo degli uccelli, idraulica.
La maggior parte delle pagine sono databili presumibilmente tra il 1492 e il 1516.

Codici Forster
Conservati a Londra, presso il Victoria and Albert Museum. Sono tre manoscritti cartacei, rilegati in pergamena, e denominati Forster I (14.5×10 cm), Forster II (19.5×7 cm), Forster III (9×6 cm).
Raccolgono studi di geometria, pesi e macchine idrauliche elaborati da Leonardo in diversi periodi tra il 1493 e il 1505.

Codice Leicester
ex Codice Hammer, Acquistato nel 1994 da Bill Gates, è un manoscritto cartaceo, rilegato in pelle e composto da 36 fogli dalle dimensioni di 29×22 cm, dedicati in prevalenza a studi di idraulica e moti dell’acqua (1504-1506).
Sono presenti anche studi di astronomia.

Fogli di Windsor
Sono conservati presso il castello Reale di Windsor (Royal Collection) e comprendono circa 600 disegni, non rilegati e di differente formato.
Contengono studi di anatomia e di geografia, studi di cavalli, disegni, caricature nonchè un gruppo di carte geografiche.
Appartengono a diversi periodi della vita di Leonardo, compresi tra il 1478 e il 1518 circa.

Codici di Madrid
Conservati presso la Biblioteca Nazionale di Madrid, dove furono riscoperti solo nel 1966, sono due manoscritti cartacei rilegati in marocchino rosso. Al fine di una rapida identificazione sono stati denominati “Madrid I” e “Madrid II”
La maggior parte delle pagine del Codice Madrid I che comprende 192 fogli (formato 21×15 cm) e raccoglie principalmente studi di meccanica, è databile tra il 1490 e il 1496, mentre quello del Madrid II, comprendente 157 fogli (formato 21×15 cm) sono dedicate a studi geometrici, e risultano databili tra il 1503 e il 1505.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...