“Madonna Dreyfus” di Leonardo da Vinci

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Madonna Dreyfus

Autore Leonardo da Vinci o Lorenzo di Credi
Data 1469 circa o 1475-1480 circa
Tecnica olio su tela
Dimensioni  15,7×12,8 cm
Ubicazione National Gallery of Art, Washington

Sull’opera: “Madonna Dreyfus” è un dipinto di Leonardo da Vinci o Lorenzo Credi, realizzato con tecnica a olio su tavola intorno al 1469, oppure, al periodo 1475-80, misura 15,7 x 12,8 cm. ed è custodito nella National Gallery of Art, Washington. 

L’attribuzione della tavoletta a Leonardo da Vinci viene tradizionalmente riferita intorno al 1469, in modo tale che, delle due tavole realizzate, una venga considerata autografa dell’artista. L’altro dipinto, attribuito a Lorenzo di Credi viene generalmente inserito nel periodo 1475-1480, ed è considerato come una seconda versione di un originale leonardesco andato perso.

L’opera viene per la prima volta documentata negli elenchi delle opere presenti nelle collezioni di Gustave Dreyfus di Parigi. Dopo la morte quest’ultimo, avvenuta nel 1914, gli eredi decisero di venderla: nel 1930, infatti, la pregiata tavola veniva acquistata dai mercanti Duveen Brothers, dai quali passò, nel 1951, a Samuel H. Kress che nell’anno successivo ne fece dono al museo di Washington.

Fonte: http://www.frammentiarte.it

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Leonardo e il mistero della Madonna Dreyfus

Nella grande mostra dedicata al genio leonardesco che si apre a Milano il 15 aprile c’è anche l’opera conservata a Washigton. Sulla cui attribuzione studiosi americani e europei non sono concordi. Ma che secondo gli italiani è di mano leonardesca. 

Di Enrico Arosio

Leonardo o non Leonardo? I dubbi attributivi abbondano, nel nostro, insieme a storie fascinose. Una riguarda una piccolissima tavola giovanile (16 per 13 cm), la “Madonna Dreyfus”, o “Madonna della melagrana”, che intorno al 1900 sbucò dalla collezione Dreyfus di Parigi.

Acquistata nel 1930 dai mercanti Duveen, nel 1951 passò al magnate americano Samuel H. Kress che la donò alla National Gallery di Washington. La mostra di Milano la attribuisce senza esitazioni a Leonardo. Mentre tuttora a Washington figura come bottega del Verrocchio («possibly Leonardo»).

Alcuni storici l’hanno attribuita a Lorenzo di Credi, un altro allievo. Ma la maggior studiosa del di Credi, Gigetta Dalli Regoli, l’ha ribadito di recente (2010, 2014): autografo leonardesco. Vicenda complessa ma, secondo Pietro C. Marani, curatore a Palazzo Reale, ormai chiarita.

Agli americani si oppongono studiosi perlopiù europei a favore di Leonardo, come Berenson, Suida, Degenhart, Ragghianti, Heydenreich, Zeri. Anche Giovanni Previtali e Janice Shell appoggiano Marani. Fattori stilistici (il diadema, il braccio del bambino, la mano sinistra della Madonna), combinazioni cromatiche, esiti radiografici convergono. La “Madonna Dreyfus”, è la tesi, anticipa la “Madonna del garofano” di Leonardo della Alte Pinakothek di Monaco.