Il volto di Leonardo: tra aneddoti e scienza

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Autoritratto di Leonardo

Ultimamente le mostre dedicate a Leonardo si susseguono senza sosta. Dopo aver visitato la mostra della National Gallery di Londra noi di Leonardo a milano non potevamo perdere l’occasione di “guardare” negli occhi Leonardo da Vinci. Stiamo parlando infatti del famoso autoritratto di Leonardo, conservato presso la Biblioteca Reale di Torino, ed esposto al pubblico in via straordinaria in occasione della mostra “Leonardo – Il genio, il mito”, conclusasi lo scorso febbraio 2012.

Prima di parlare dell’opera ci piacerebbe raccontarvi però qualche aneddoto curioso che abbiamo scoperto leggendo il catalogo della mostra.

Perché Torino?
Ci si potrebbe chiedere innanzitutto come mai il ritratto sia a Torino dato che Leonardo non risulta aver mai lavorato in questa città. L’autoritratto, insieme ad altri disegni, sia di Leonardo che di altri famosi artisti italiani e stranieri, fu infatti 
acquistato dal re Carlo Alberto nel 1839 per la cifra di 50.000 lire entrando così a far parte delle raccolte della Biblioteca Reale da dove non si è poi più mosso. Spulciando poi negli archivi della biblioteca è emerso un resoconto di Mario Zucchi, all’epoca vice bibliotecario, dove si racconta che gli anni 1929 – 1930 furono particolarmente problematici: un direttore ammalato, un impiegato poco competente di tecnica libraria e archivistica e per giunta spesso assente o malato.

A questo, sempre stando al resoconto di Zucchi, “si viene per giunta introducendo in biblioteca elementi femminili irresponsabili. La biblioteca tende a trasformarsi così gradatamente per l’azione di questi elementi, in un salotto, le cui pareti vengono ornandosi dei migliori disegni , tolti dalla vecchia raccolta e incorniciati in una funebre cornice di nero. Persino il famoso autoritratto di Leonardo da Vinci, sottratto alla sua gelosa custodia, viene chiuso in una modesta cornice ed esposto ai bei raggioni di sole, che entrano a fasci, di primo mattino, dalla finestra di fronte.”

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Biblioteca Reale di Torino

Si vede che a queste signore il ritratto piaceva e volevano poterlo ammirare ogni giorno…con sommo orrore del povero bibliotecario. E’ anche giusto notare però che la sensibilità verso la conservazione delle opere d’arte varia nel tempo. Basti pensare al dipinto del Cenacolo oggi privato dei piedi di Gesù perchè nel XVII secolo fu deciso che era più importante aprire una porta per collegare il refettorio alle cucine del convento.

E’ davvero il volto di Leonardo?
Ma cosa sappiamo effettivamente di questo disegno, al di là di qualche divertente aneddoto? Come capita spesso nel mondo dell’arte, 
non sempre c’è unanimità di pareri tra i massimi esperti quando si tratta di attribuire un’opera ad un autore. Anche per questo disegno c’è stato chi ne ha prima messo in dubbio la stessa attribuzione a Leonardo come esecutore, una teoria oggi definitivamente abbandonata. Altri studiosi invece concordano che sia un’opera di Leonardo ma non un autoritratto. Si tratterebbe piuttosto di uno studio di una testa d’uomo, forse uno studio preparatorio per qualche personaggio per un quadro.

Chi sostiene che non si tratti del volto di Leonardo afferma che Leonardo, in età avanzata, quale quella dell’uomo ritratto, non sarebbe stato in grado di disegnare con una tale sicurezza di stile. Il ritratto risale infatti al 1515 – 1517 circa, cioè quando Leonardo aveva più di 60 anni. Viene poi aggiunto il fatto che l’aspetto fisico di Leonardo non corrisponderebbe ad altre testimonianze dell’epoca in quanto barba e capelli lunghi non erano di moda.

Nel catalogo della mostra, Paola Salvi, docente presso l’Accademia di Brera e tra i curatori della mostra, affronta questo tema smontando ad una ad una queste tesi. Esistono infatti altri disegni di Leonardo sicuramente contemporanei all’autoritratto e coincidenti con quello stile. Quindi, Leonardo avrà anche avuto i suoi anni ma sapeva ancora disegnare bene. Per quanto riguarda la capigliatura, ci sono varie testimonianze che confermano questo peculiare aspetto di Leonardo, quasi un vezzo di eccentricità rispetto a quella che era la norma per gli uomini del tempo. Oppure è legittimo sostenere che Leonardo si sarebbe potuto far crescere la barba, secondo le convenzioni dell’epoca, dopo la morte del padre avvenuta nel 1504.

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Nel disegno di Leonardo il viso è posto di tre quarti verso destra (per chi osserva) e lo sguardo sembra puntare nella stessa direzione. Concentrando però l’attenzione sugli occhi si può notare che le pupille sono ruotate verso destra (per chi osserva) e si collocano quindi nella posizione naturale degli occhi di una persona, che in quella posizione, si guardi allo specchio, cosa appunto necessaria per un artista che voglia farsi un autoritratto. La prof.ssa Salvi spiega infatti che il centro della pupilla del disegno è in asse con l’occhio di chi si trova a guardare il foglio tenendolo di fronte a e perpendicolare a terra, la posizione quindi naturale per un autoritratto. Leonardo si era occupato anche di ottica proprio perché secondo la sua visione artistica l’occhio era lo strumento primo dell’esperienza per poter poi capire i meccanismi della natura. Lo stile del disegno combacia quindi con gli studi di Leonardo sull’occhio umano, ne sembra quasi la naturale applicazione. Ecco quindi un altro punto a favore della tesi “pro autoritratto”.

Iconografia del volto di Leonardo
Nei secoli passati l’immagine più nota di Leonardo non era però quella dell’autoritratto ma quella che lo raffigurava con 
capelli e barba lungavisto di profilo ed in età matura. Si tratta infatti dell’immagine proposta dal “disegno di Windsor”. Viene chiamato così perché proviene dalla collezione della regina d’Inghilterra e perché l’attribuzione non è certa. I curatori della mostra lo propongono come opera di Francesco Melzi, allievo di Leonardo.

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Disegno di Windsor

L’opera, eseguita nel 1518 circa sarebbe la copia di un perduto autoritratto in profilo di Leonardo, eseguito quando il maestro aveva circa 50 anni e oggi andato perduto. E’ comunque certo che nelle intenzioni dell’artista l’uomo rappresentato è Leonardo. Mettendo a confronto questo ritratto con l’autoritratto si vede che si tratta chiaramente della stessa persona: fronte, zigomi, taglio della bocca e andamento del naso coincidono. Anche l’ondulazione dei capelli e della barba sono identiche, fatto salvo un più che naturale diradamento dei capelli dovuto all’età, come si vede appunto nell’autoritratto dove Leonardo è più vecchio di circa 15 anni rispetto al disegno di Windsor.
Il ritratto eseguito dal Melzi ha avuto grande fortuna inconografica tanto da diventare per così dire l’immagine ufficiale di Leonardo che poi altri autori hanno riprodotto. L’aspetto ieratico e un po’ da “vecchio saggio” hanno sicuramente contribuito alla creazione del 
mito di Leonardo. Lo rappresenta così anche Raffaello, che nell’affresco “la Scuola di Atene” dà il volto di Leonardo al filosofo Platone.

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Il filosofo Platone con il volto di Leonardo da Vinci

E Leonardo da giovane com’era?
Alla Biblioteca Reale di Torino è conservato anche il “
Codice sul volo degli uccelli e altre materie”, un manoscritto di Leonardo che analizza il volo degli uccelli in vista della costruzione di una macchina volante per l’uomo. Il manoscritto era esposto alla mostra di Torino ed aperto alle “pagine” 10 e 11. Fecendo bene attenzione, al di sotto degli appunti di Leonardo si scorge un piccolo disegno a sanguigna, cioè eseguito con una matita di ematite, un minerale di colore rosso. Solo negli ultimi anni, grazie ad innovative tecniche di grafica al computer, è stato possibile “far emergere” il disegno e studiarlo, distinguendolo dagli appunti sovrastanti.

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Disegno “nascosto” nel Codice del Volo

A gettare luce sul mistero ci ha pensato un video di Piero Angela, proiettato nella sale della mostra. Con l’aiuto dei RIS, il reparto investigativo dei Carabinieri (la versione nostrana di CSI, giusto per capirci), l’autoritratto di Leonardo è stato sottoposto ad un “lifting a computer” per eliminare i segni del tempo e distendere le rughe. Comparando poi parametri quali la distanza degli occhi, l’altezza della fronte, ecc. le due immagini ottenute risultano essere molto somiglianti. Con buona probabilità questo doveva quindi essere il volto di Leonardo da giovane!

Fonte: http://www.invisiblestudio.it

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