Che cosa spinse Leonardo a intraprendere i suoi studi di anatomia umana?

..e questo vecchio, di poche ore innanzi la sua morte, mi disse lui  passare cento anni,  e che non si sentiva alcun mancamento della persona, altro che debolezza; e così, standosi a sedere sopra uno letto nello Spedale di Santa Maria Nova di Firenze sanza altro movimento o segno d’alcuno accidente, passò di questa vite.
E io ne feci notomia per vedere la causa di sì dolce morte. 

..sono queste le parole con le quali Leonardo ci descrive come iniziò ad occuparsi di anatomia.  

Che cosa spinse Leonardo a intraprendere i suoi studi di anatomia umana?

Per quanto possa sorprendere la nostra mentalità moderna, a muoverlo non fu la speranza di favorire il progresso della medicina. Come abbiamo visto, Leonardo aveva ben poca stima dei medici e probabilmente non aveva nessun collegamento tra uno studio empirico del corpo umano e la possibilità di migliorare lo stato di salute degli esseri umani. Le ragioni che lo spinsero a prendere in mano il bisturi furono probabilmente più prosaiche. Egli desiderava seguire le orme dei suoi precursori che avevano dato molta importanza allo studio della natura fisica dell’uomo. Probabilmente Leonardo sapeva di essere il primo a cimentarsi in uno studio dettagliato dell’anatomia umana e la sola consapevolezza della propria audacia dovette causargli una certa trepidazione.

Nei primi anni dedicati alla ricerca scientifica aveva sezionato molti animali, cosa che continuò a fare fino alla vecchiaia, ma infrangere il tabù rappresentato dall’aprire il cadavere di un essere umano dovette richiedere una certa determinazione.

Quella della dissezione era una pratica sporca, notturna ai confini della moralità. Era sporca perché, come afferma Leonardo i cadaveri non si conservavano a lungo, doveva quindi lavorare velocemente e in condizioni assai scomode e spiacevoli. Doveva servirsi di materiale fresco e di strumenti che creava e progettava lui stesso. Per evitare le accuse di eresia praticava le dissezioni di notte e probabilmente da solo, costantemente esposto al pericolo di infezione rappresentato dai cadaveri in decomposizione. Grazie al suo status e al riconoscimento di cui godeva a corte, era riuscito a convincere le autorità a permettergli di eseguire le autopsie, mettendo comunque ben in chiaro che simili ricerche miravano esclusivamente a sviluppare le sue abilità di artista; egli non poté mai nemmeno accennare al suo interesse scientifico per il corpo umano.

A parte il fatto che nell’Europa Rinascimentale la parola “scienza” non esisteva, persino in quel periodo di tolleranza religiosa, c’era chi interpretava la brama di sapere di Leonardo come negromanzia. In effetti, è interessante notare che egli riuscì a ottenere il primo cadavere per la dissezione  solo dopo essere diventato un personaggio famoso e rispettato, comunque il Papa lo obbligò a rinunciare ai suoi esperimenti.

E’ un’immensa fortuna che lo splendido archivio dell’opera di Leonardo come anatomista sia arrivato fino a noi; da questi suoi lavori è chiaro che lo studio dell’anatomia, più di qualsiasi altra disciplina in cui si cimentò, gli si addiceva alla perfezione. 

Storia dell’anatomia

Per comprendere meglio la figura di Leonardo come anatomista e fisiologo è necessario fare qualche accenno alla storia dell’anatomia umana.
In passato le dissezioni delle salme, tecnica tipica di Leonardo, erano ritenute sacrileghe, sia in oriente che in occidente. Buona parte degli anatomisti ellenici si limitavano allo studio di alcuni mammiferi superiori, dal cui esame trassero deduzioni circa la struttura  dell’anatomia umana.
Soltanto nei luoghi influenzati dall’ellenismo, in particolare ad Alessandria, era nata una gloriosa tradizione di studi di anatomia umana. A Roma, invece, le leggi punivano severamente chi violava l’integrità dei cadaveri, tanto che i soli organi del corpo umano accessibili a quegli antichi studiosi, per evitare gli scontri religiosi e anche giuridici, erano le ossa provenienti dai sepolcri.
Fu proprio nella scuola medica alessandrina che venne intrapreso per la prima volta il metodico e sistematico studio dei cadaveri per merito di Erofilo di Calcedonia.
Dopo la conquista dell’Egitto da parte di Roma l’anatomia umana venne messa da parte per circa un millennio. Nel mentre emerse un’unica nuova voce: quella di Galeno Egli si dedicò esclusivamente a esperimenti di vivisezione sul maiale, animale che fornì agli studiosi un tributo scientifico maggiore rispetto agli altri animali.
All’inizio del 1300 Mondino de Luzziprofessore dell’università di Bologna, intraprendeva lo studio diretto e metodico delle salme, dando così vita alla prima scuola di anatomia umana d’Italia e d’Europa. Tuttavia essa non portò al disancoramento dell’anatomia dalle concezioni allora dominanti, poiché risentì fortemente dell’influenza di Galeno, Aristotele e di Avicenna, (De medicina), influenzando i suoi insegnamenti.
Comunque l’opera di Mondino –Anatomia– del 1316 fu adottata per oltre duecento anni dalle università italiane e straniere.
Tuttavia l’opera anatomica di Leonardo soverchiò quella di Mondino sia per contenuto che per il livello qualitativo. Il primo infatti prese spunto dal secondo soltanto per gran parte della terminologia, come il termine”mirac“per designare la parete addominale, oppure”meri“per indicare l’esofago.
Tale metodo descrittivo fu più sistematico e più conscio dei rapporti topografici fra i diversi organi, della loro funzione e delle differenze con gli omologhi organi delle altre specie.
Per di più le sue capacità artistiche gli permisero di dar vita alla prima iconografia scientifica desunta direttamente dal vero.
Altro contemporaneo di Leonardo, dal quale egli ebbe ispirazione, fu Alessandro Benedetti che scrisse un trattato, l’Anatomice, il quale ardì mettere in dubbio le affermazioni galeniche.
Tutte queste opere furono per Leonardo soltanto uno spunto iniziale, poiché esse, col passare del tempo, vennero ampliate, modificate e revisionate per consentire un ulteriore progresso nella storia dell’anatomia. Tale progresso fu garantito dall’insorgere di un nuovo metodo: lo studio dell’anatomia artistica, basato sulla ricerca metodica, sull’esame diretto e sull’osservazione obiettiva. Nei suoi dipinti egli cerca di non mettere troppo in evidenza le sue cognizioni di anatomia; ad eccezione del “S. Girolamo” , nel quale si ha una più accurata descrizione degli elementi anatomici, poiché egli fu, probabilmente, sotto l’influsso delle dissezioni.
Si può dire insomma che l’opera anatomica vinciana rappresenti l’atto di nascita della moderna anatomia e che se i suoi manoscritti fossero stati pubblicati quando il grande maestro era ancora in vita, egli sarebbe oggi considerato il fondatore della moderna anatomia umana.

Articolazioni

Leonardo non approfondì lo studio delle articolazioni..
Non sono reperibili disegni o descrizioni riguardanti le diverse formazioni anatomiche articolari ad eccezione di alcune ossa sesamoidi, come quelle della prima articolazione metatarso-falangea (Trattato della pittura).

articolazioni

Apparato respiratorio

Meno riusciti furono i tentativi di spiegare il funzionamento dell’apparato respiratorio.

apparato respiratorio

Questo insuccesso fu quasi certamente dovuto al fatto che il tessuto polmonare si deteriora molto più facilmente dopo la morte e quindi egli aveva poco tempo a disposizione per osservarlo, così che finì per farsi idee sbagliate.

Leonardo esaminò la respirazione sia dal punto di vista meccanico che da quello chimico. Da quello meccanico riconobbe l’importanza del diaframma individuandone la funzione inspiratoria e attribuì ai muscoli intercostali interni ed esterni rispettivamente la funzione espiratoria ed inspiratoria.

Il suo merito fu quello di aver distinto l’aria respiratoria da quella residua che rimane nei polmoni  anche dopo l’espirazione.

Un altro suo interesse fu quello di stabilire se nella fase inspiratoria i polmoni si espandono solo in senso latitudinale o anche longitudinalmente. Per dirimere tale dubbio svolse un esperimento  che gli consentì di scoprire che l’accrescimento del polmone è soltanto latitudinale.

Non trascurò inoltre i rapporti tra funzione respiratoria e fonazione ma non riuscì però a comprendere l’importanza e la funzione della laringe e delle corde vocali. Egli spiegò le variazioni di tono della voce con le modificazioni del calibro e lunghezza della trachea.

Nel suo trattato scrisse “.ho visto che gli anuli della trachea non si congiungano per due cause: e l’una è per la voce, e l’altra è per dare loco al cibo.”.

Egli poi analizzò in un piccolo trattato di fonetica il meccanismo di pronuncia delle vocali e consonanti, prendendo in considerazione i movimenti delle labbra e della lingua quelli del cavo oro-faringeo e la cooperazione del palato e del velopendulo, e registrando infine i rapporti tra respirazione, fonazione e deglutizione.

Apparato urogenitale e ghiandole endocrine

Per quanto riguarda l’anatomia umana, fino all’avvento di Leonardo non era stata eseguita alcuna soddisfacente riproduzione di tale apparato.

Tuttavia i suoi disegni presentavano alcune imperfezioni:il rene destro era rappresentato più alto del sinistro o venivano mostrati allo stesso livello, mentre nella realtà il rene destro è più basso del sinistro.

Leonardo tracciò molti disegni per illustrare la funzione delle ovaie e si dilungò nella descrizione del modo in cui viene prodotto il seme. Nei primi scritti segue l’idea classica che sostiene che il seme sia prodotto nel midollo osseo e da lì trasportato ai testicoli; tuttavia, dopo i suoi esperimenti cambiò opinione.

Non riuscì a spiegare le modalità di produzione del seme, né il funzionamento delle ovaie, ma chiarì nei dettagli la formazione delle ernie scrotali.

Per quanto riguarda la raffigurazione dell’utero, egli andava contro le concezioni di Galileo e della scuola salernitana; il primo riteneva fosse bifido e bipartito, mentre la seconda lo considerava suddiviso in sette concamerazioni.

Nei suoi studi, non citò però né la prostata né le ghiandole surrenali.

Cranio

Leonardo seziona e misura la struttura cranica per localizzare l’anima.

Nei suoi disegni del cranio e del cervello, offre spaccati e sezioni degli emisferi cerebrali rappresentati, strato per strato, come se si trattasse di sbucciare una cipolla. Infatti disegnò una cipolla tagliata a metà a fianco della sezione di un cranio.

Studiò la testa ossea presentandola ora integra, ora scalettata, ora segata in modo sagittale; il suo studio permise di scoprire quella cavità situata nello spessore mascellare.

cranio

Il cranio è stato in seguito sezionato frontalmente su di un lato per evidenziare le seguenti cavità ossee:

– senso frontale in alto, quindi orbita oculare;

– senso nasale;

– senso mascellare;

– cavo orale.

Però la misura che Leonardo attribuì alle tre cavità facciali non cor

Embriologia

Leonardo completò i suoi studi sull’apparato riproduttivo con un’indagine embriologica.

Già prima di lui Aristotele si era interessato a tale disciplina applicandola alle uova di gallina , che venivano aperte in diverse fasi di incubazione, per poter osservare meglio gli studi dell’embrione.

Al contrario il materiale di Leonardo veniva dal suo lavoro sui bovini. Sappiamo inoltre che ebbe anche l’opportunità di studiare un feto umano di sette mesi, dal quale concluse che questo, situato nell’utero, era immerso nell’acqua; in quanto secondo lui questo contribuiva alla migliore disposizione del peso del bambino.  

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Apparato muscolare

Già Galeno aveva elaborato un ampio saggio di miologia desunto dallo studio della scimmia, il cui apparato muscolare è estremamente simile a quello dell’ uomo. Mondino, invece, aveva trascurato questo capitolo di anatomia occupandosi solo della parete addominale e del torace. A Leonardo, dunque, dobbiamo il duplice merito di aver affrontato sistematicamente e per primo lo studio della miologia umana e di aver dato vita alla prima rassegna iconografica dei muscoli dell’ uomo e delle loro parti accessorie.
Lo studio dei vari elementi muscolari è scrupolosamente affrontato più volte ed essi sono riprodotti assai fedelmente. Leonardo ha introdotto un originale metodo di studio degli elementi morfologici degli arti e dei loro muscoli: si tratta di un procedimento usato anche dai più moderni anatomisti.

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Un ulteriore innovazione introdotta da Leonardo nello studio della miologia è quella della sostituzione figurativa dei muscoli degli arti con fili di rame ricotto inseriti nei punti dello scheletro corrispondenti alle rispettive inserzioni muscolari. Tale metodo permise a Leonardo la precisazione della finalità funzionale di molti muscoli e l’ individuazione del sinergismo e dell’ antagonismo dei muscoli. Leonardo a questo proposito fece delle indagini sui punti in cui i vasi sanguigni e i nervi penetrano nella carne muscolare e il vario modo di questi ultimi di fissarsi allo scheletro.
Inoltre si occupò in generale dello studio dei muscoli della faccia, delle labbra, della bocca e dell’ avambraccio e della loro distinzione tra volontari e involontari. In particolare nell’esaminare la muscolatura del viso è riuscito a stabilire un nesso tra i movimenti dei muscoli e l’espressioni: proprio questo gli ha permesso di compiere il miracolo della Gioconda.
La contrazione muscolare fu attentamente studiata da Leonardo sia con finalità artistiche che scientifiche. Tuttavia non gli riuscì di interpretare correttamente la natura di tale fenomeno e attribuì l’ingrossamento del muscolo contratto ad un forte accumulo in esso di sangue, secondo quando insegnavano le antiche dottrine.

Sistema nervoso

Leonardo riprodusse l’esatta forma dei ventricoli del cervello ricorrendo al metodo dell’introduzione di sostanze liquide solidificabili, questo gli permise di dare la prima riproduzione di tale cavità. Raffigurò il chiasmo ottico e buona parte dei nervi cranici:sembra sette paia anziché dodici.

Per informazioni sulla forma del cervello e sulle configurazioni delle circonvoluzioni cerebrali, egli sviluppò una tecnica ingegnosa che comportava l’iniezione di cera fonduta nella cavità cranica.

Affermò che le ramificazioni nervose, con i relativi muscoli, rispondono al midollo spinale. Il midollo spinale al “sensus communis” e quest’ultimo direttamente all’anima, in un ordine gerarchico simile a quello militare.

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Meglio studiato è il nervo vago o revulsivo, come veniva chiamato dall’andamento del suo ramo laringeo inferiore e le meningi, dura e pia madre, sono continuazioni periferiche intorno ai nervi distinti in motori e sensitivi.

Leonardo notò che i nervi sensitivi raccoglievano le sensazioni per portarle al quarto ventricolo. In ultimo concepisce i nervi come dei tubi cavi in cui l’impulso passa sotto forma di un flusso di spiriti.

Era però confusionario nella terminologia: usava spesso “nervo” per designare non solo i nervi ma anche i  tendini ed i legamenti ma sapeva distinguerle le une dalle altre dai nervi periferici. Assai incerto è che abbia voluto rappresentare il segmento cervicale della catena del simpatico.

Così come per il cuore anche per il sistema nervoso non è chiaro se abbia effettuato esperimenti di vivisezione.

Apparato scheletrico

apparato scheletrico.jpg

Leonardo, nelle sue illustrazioni delle ossa, disegna nei dettagli il loro aspetto, riprendendole da ogni angolazione. Mostra dapprima le ossa isolate e poi giunte, le raffigura mentre si muovono intorno ad un’articolazione e in posizioni diverse. Leonardo, grazie alle sue metodiche sezioni in più sensi riesce a stabilire quattro tipi di ossa:

– midulloso;

– spugnoso;

– vacuo;

– solido.

Particolari cure fisiologiche compie per la colonna vertebrale e distingue le vertebre in:

– sette verticali;

– dodici dorsali;

– cinque lombari.

L’osso sacro, ai tempi di Leonardo,era ritenuto derivato dalla fusione di tre vertebre mentre lui lo riteneva come risultato della fusione di sei vertebre. Incorse però in errore arrivando al coccige, concependolo suddiviso in due segmenti verticali anziché quattro o cinque; ma di tale “osso della coda” segnalò che “si piega in dietro quando la donna partorisce”.

Per quanto riguarda il bacino, nei suoi disegni lo riporta con la giusta inclinazione.

Fa anche degli studi sullo scheletro del piede e in secondo luogo esegue un esame comparativo dell’avambraccio in pronazione e supinazione;osservando come il passaggio dalla prima alla seconda faccia risalire la mano a  causa della posizione obliqua del radio.

Apparato cardio-circolatorio

cardio

Leonardo investì molto tempo ed energie nelle ricerche sul cuore e sul complesso sistema dei vasi sanguigni, non riuscendo a trovare un legame appropriato tra essi. Egli effettuò uno studio dettagliato delle camere cardiache servendosi della tecnica dei calchi in cera e facendo osservazioni estremamente precise. A proposito del cuore, per esempio, è particolarmente importante la descrizione della parete interna del ventricolo destro della quale aveva esaminato la struttura muscolare, dall’aspetto fibroso, i muscoli papillari, la corde tonolinee e i lembi della valvola tricuspide. Inoltre Leonardo descrisse il cuore come una spessa struttura muscolare, servita da arterie e vene come tutti gli altri muscoli, aggiungendo che si trattava di un muscolo involontario che non cessava mai di contrarsi.

In tema di fisiologia circolatoria rivestì grande valore l’osservazione che segnalò come la contrazione degli atri coincida con la diastole ventricolare e viceversa la sistole dei ventricoli avvenga contemporaneamente alla dilatazione degli atri. Leonardo per analizzare l’attività cardiaca si servì di esperimenti di vivisezione grazie ai quali studiò indirettamente i movimenti del cuore, assistendo all’uccisione dei maiali mediante la trafissione del cuore. Inoltre studiò le arterie, le vene e le vene capillari, venne a conoscenza del fatto che si dilatano e si restringono e ne descrisse  minutamente le alterazioni patologiche.

In conclusione dobbiamo sottolineare il fatto che Leonardo amava moltissimo fare paragoni fra tutte le aree della natura, così arrivò ad affermare che il sangue fosse analogo all’acqua degli oceani; definì così il corpo un lago di sangue il cui livello saliva e scendeva per effetto dell’attività respiratoria. Egli credeva inoltre  che, negli animali, la circolazione del sangue fosse simile a quella dei fluidi nelle piante. 

L’occhio e gli altri organi di senso

Leonardo dedicò all’occhio vastissimi studi, riportati all’interno del manoscritto D del codice Windsor. Il suo procedimento percorse in un certo senso il metodo usato nella moderna tecnica microscopica, basato nell’incorporazione in paraffina di frammenti di tessuti organici, da tagliare col microtomo in esilissime fettine per essere sottoposte ad esame.

Secondo Leonardo il nervo ottico emergeva posteriormente dall’occhio andando a stabilire delle connessioni con il cervello. Alcune imprecisioni riguardavano,invece, la forma del cristallino. Egli considerava la zona della retina corrispondente al punto di ingresso del nervo ottico sull’asse ottico (linea centrale); in realtà ciò non è vero e l’unico punto cieco della retina è proprio quello in questione, mentre il più sensibile è quello corrispondente alla cosiddetta favea.

Precisò, poi, che, oltre alla visione distinta degli oggetti, posti lungo la linea centrale, esisteva anche una sensibilità visiva più limitata per le cose poste al di fuori di tale linea, la cosiddetta visione indistinta, che oggi sappiamo essere dovuta ai raggi luminosi che cadono sulle regioni extra-faveali della retina.

Interessante osservazione fu quella che accennava alla massima possibilità che ha l’occhio di discriminare le sensazioni cromatiche quando gli oggetti sono posti sulla “linea centrale”. Leonardo studiò quasi tutti gli aspetti fondamentali della funzione visiva:

– l’acuità della vista e le illusioni ottiche

– visione monoculare e binoculare

– senso stereoscopico e stimoli luminosi

– fenomeno della persistenza delle immagini visive

– sensibilità cromatica

– modificazione della pupilla

– la questione della grandezza delle immagini in rapporto all’angolo visivo

– applicazione delle leggi fisiche della rifrazione

     – l’interpretazione di alcuni fenomeni patologici come la presbiopia e la diplopia.

Ma scarsi sono gli accenni alla funzione uditiva e gustativa.

Tecniche

Leonardo, come altri pittori del rinascimento, intraprese le prime ricerche anatomiche solo per avere una solida preparazione artistica, ma il suo desiderio di sapere lo spinse ben oltre.
Per sezionare i cadaveri Leonardo usava aprire le cavità del corpo per mettere in evidenza gli organi nella loro posizione normale e nei loro reciproci rapporti; questi organi venivano asportati e se erano cavi venivano aperti e studiati internamente.
Con la progressiva scarnificazione metteva a nudo lo scheletro e per dimostrare l’azione di certi muscoli propose di sostituirli con dei fili di rame inseriti nei punti di attacco ossei dei relativi muscoli.
Per riprodurre la forma delle cavità di certi organi come cuore ed encefalo usava iniettare al loro interno delle masse solidificabili TECNICA DELLA CERA FONDUTA. Queste tecniche hanno permesso a Leonardo di scoprire il fenomeno dell’arteriosclerosi.
Leonardo usava mettere a confronto le parti degli animali con quelle dell’uomo. Su fogli di carta disegnava vari organi affiancandoli con appunti sulle osservazioni fatte. Pare sia stato lui a segnalare per primo organi come:

– le tube uterine;vetr

– il senso mascellare;

– i noduli delle valvole semi lunari;

– l’endocardio. 

Ma sembra che Leonardo abbia trascurato organi come:

– le ghiandole salivari,

– quelle surrenali;

– la prostata;

– il timo;

– il pancreas;

– l’orecchio medio e interno.

Fece anche numerosi studi anatomici senza sezionare le parti, che sono dedicate alle forme esterne del corpo umano.
Leonardo per la rappresentazione della muscolatura della gamba elabora una tecnica innovativa detta esploso. Questo rivela con chiarezza le varie parti della gamba, rappresentandole  separatamente  nella sequenza e nella posizione in cui si dispongono nel montaggio.

San Girolamo

Uno dei più importanti dipinti di Leonardo inerenti all’anatomia è sicuramente il “San Girolamo”.
In esso compaiono enormemente le conoscenze del maestro riguardo a tale campo. A tale proposito è suggestivo rilevare l’accurata esecuzione del muscolo grande pettorale che, riprodotto in fase di contrazione, fa risaltare, attraverso la cute, il suo punto di attacco alle ossa sullo sterno, la clavicola e l’omero. E la stessa considerazione si può fare riguardo al modo con cui è riprodotto il muscolo sterno-cleido-mastoideo, presentato con i suoi due capi di inserzione estremamente sviluppati e circoscriventi uno spazio triangolare sopraclavicolare dipinto con marcata evidenza.  

 san

Conclusioni

Che cosa dobbiamo quindi pensare dei risultati ottenuti da Leonardo come anatomista?

Basta confrontare due disegni anatomici della forma umana interna, uno eseguito nel 1490 e l’altro nel 1508 per notare quanto in là Leonardo si fosse spinto con le sue scoperte e le sue osservazioni. Il primo disegno è in larga misura accurato, ma manca di dettagli approfonditi: è uno schema nel quale gli organi interni sono mostrati nella loro collocazione e nei loro reciproci rapporti; il disegno di epoca posteriore è un capolavoro di precisione e accuratezza derivanti da anni di esperienza.

Leonardo iniziò i suoi studi di anatomia con una preparazione di matrice classica facendo sue molte delle idee tradizionali che gli erano state tramandate; gli ci volle però ben poco per emanciparsi da tali vincoli e trarre le sue personali conclusioni.

In alcune aree rimase ancorato all’eredità classica e si lascio sfuggire l’occasione di rovesciare le spiegazioni tradizionali sul funzionamento del cuore; fece pochi progressi nelle ricerche sull’apparato digerente e respiratorio, traendo alcune conclusioni errate. Fece anche però autentiche scoperte originali; le sue ricerche sull’occhio erano molto in anticipo sui tempi, la sua interpretazione della funzione dei muscoli denotava una straordinaria perspicacia.

Fonte: http://www.istitutocalvino.gov.it

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